15.12.06

Drop off store: nuova vita ai mercatini dell’usato











Conosciuti negli Stati Uniti come drop off store, sono dei piccoli centri di raccolta di oggetti nuovi e usati, dedicati a tutte quelle persone che vogliono vendere in modo veloce e semplice i propri oggetti attraverso la piattaforma di eBay.

Ad oggi, i principali franchisor di drop off store negli Stati Uniti (iSoldIt, e Quikdrop.com) gestiscono qualcosa come 1000 (m-i-l-l-e) affiliati.

Presenti soprattutto nei zone a maggior densità di popolazione all’interno delle città, lo staff di questi negozi si occupa per conto dei clienti di a) fare fotografie professionali per il prodotto da vendere, b) stimarne il valore, c) realizzare una descrizione attraente, d) metterlo all’asta su Ebay, e) gestire la transazione, f) spedire l’oggetto e infine g) consegnare al cliente il denaro ottenuto, liberandolo da ogni incombenza, al costo di una commissione che generalmente varia tra il 25 e il 40%.
Gestendo migliaia di differenti transazioni con margini a mio avviso moolto alti questo business si sia per il franchsior che per il franchisee moolto interessante, considerando che i costi principali per l’affiliato sono principalmente l’affitto di un locale e il costo di una/due persone per raccogliere gli oggetti e gestire le transazioni.
Bisogna soprattutto considerare che:
1) Sono tante le persone che non conoscono Ebay e non sono in grado di usare il computer.
2) Sono tante le persone che pur conoscendo Ebay preferiscono non perdere tempo nella gestione delle transazioni
3) Sono tante le persone che hanno oggetti nuovi o usati (quanta roba avete in garage della quale vi piacerebbe potervi liberare in un solo colpo racimolando allo stesso tempo un bel gruzzoletto?)

6.11.06

How to sell soap

Ecco a voi un video online che spiega il viral marketing, buona visione a tutti

14.9.06

Nuovi business ad alto potenziale: 25 consigli per uno start up di successo

Uno Start up di successo è il frutto di valutazioni di successo.
Prendendo a modello le persone di maggior successo nel campo delle startup e sulla base delle mie esperienze ho ritrovato alcune costanti.
Negli ultimi anni le ho trascritte affinchè potessero diventare modello di incubazione per le startup che creo all'interno di Believing.
Nel frattempo vorrei condividere con voi alcune di queste preziosissime informazioni per aiutarvi a far crescere il vostro sogno imprenditoriale.
Attendo i vostri commenti.
Pronti? Via!

1) non hai bisogno di una idea brillante per partire. Puoi pensare a diversi modi per ricercare idee per start up, ma la per lo più puoi ridurre questi metodi a un unico: osserva qualcosa che la gente sta provando a fare e pensa a come farla in un modo migliore
2) un'idea è solo l'inizio del processo di startup. L'idea, da sola, non ha nessun valore sul mercato
3) il numero ideale di persone per partire con una start up è minimo 2 e massimo 5. L'optimum è 3
4) i "compagni d'avventura": devi avere avuto modo di conoscerti con loro quanto basta da poter capire che si è fatti per lavorare insieme. 3 mesi? Forse. Un periodo preciso ovviamente non esiste. Diciamo fino a quando non hai tutti gli elementi che ti servono. Non parliamo di quella conoscenza che può essere fatta chiacchierando sulle sconfitte dell'Inter e sul perchè Moratti non decide di andarsene. Nossignore. C'è bisogno di conoscersi professionalemnte, quindi attraverso attività che riguardano da vicino la vita aziendale.
Non è facile creare una startup se bisogna convivere con persone che non stimiamo o con le quali non c'è feeling
5) per una startup la frugalità non è un optional, almeno finchè non si raggiunge il break even. Meno spendi, più opzioni hai di gestire il budget a disposizione
6) se devi scegliere se spendere tempo nello scrivere un business plan o nell'implementare il prototipo, scegli sempre la seconda cosa
7) finanza agevolata: non credo che sia da prendere in considerazione per lanciare una startup: ciò che danno con una mano con l'altra se lo riprendono, spesso con gli interessi. Il processo di preparazione nel presentare domanda è così inevitabilmente difficile, e le limitazioni su ciò che puoi fare con il denaro così opprimenti, che sarebbe più facile trovare un lavoro per prendere i soldi
8) se vuoi avere successo nella realizzazione di uno startup puntando su una tecnologia migliore dello statusquo, punta ai clienti più piccoli. Costerà di meno e renderà di più
9) come determinare la quota da attribuire ai vari soci? la regola è quando a tutti sembra leggermente di aver fatto un cattivo affare, di stare facendo più di quello che dovrebbero avere rapportato alla propria partecipazione, allora le partecipazioni sono ottimamente attribuite
10) può essere pericoloso ritardare la costituzione della società, perché uno o più dei fondatori potrebbe decidere di staccarsi e iniziare un'altra impresa facendo la stessa cosa. E, credici, accade realmente. Per questo all'atto della costituzione, fai firmare un patto di non concorrenza. L'idea appartiene alla società e questa impresa dovrà essere il solo lavoro di ognuno
11) riguardo al rapporto con i vostri investitori: se realmente pensi di avere una chance di successo, stai facendo un favore permettendo loro di investire. Senza poi pensare allo scrupolo di coscienza che potrebbero avere nel pensare di stare perdendo un treno
12) non c'è un modo razionale di poter determinare il valore di una startup nel seed round: 1 milione di euro dovrebbe essere il minimo da proporre agli investitori. Al di sotto di tale cifra ci sono pochi operatori disposti a prendere il considerazione il vs business.
13) ricerca del personale: non assumere più del necessario: non assumere soltanto per completare un organigramma convenzionale. Questo va bene per le grandi aziende. Paradossalmente più personale assumi, più la tua organizzazione rallenta nei processi decisionali
14) quando pensi agli spazi di lavoro per la tua startup, scegli la funzione, non la forma. Punta al cool and cheap, non all' expensive and impressive
15) spendi i soldi lentamente. Non avere fretta di concludere un acquisto. Incoraggia la cultura del risparmio. Chiedi un preventivo in più del solito. Esiste sempre un modo per spendere meno per lo stesso prodotto/servizio/persona
16) punta a costruire già dall'inizio il tuo start up come leader del proprio mercato: non c'è mordente se si punta in partenza a raggiungere soltanto il podio
17) concentrati sul cash flow e non sulla profittabilità
18) vai sul mercato e fai i test con un prodotto/servizio che sia "abbastanza" buono
19) dimenticati del gruppo di lavoro di comprovata esperienza. All’inizio, assumi giovani che costano poco, hanno tanta voglia di fare e si adattano in fretta
20) concentrati sulle funzionalità. All’inizio lascia perdere il design.
21) concentrati sul core business della tua azienda e lascia perdere i fronzoli
22) non assumere più del necessario.
23) posizionati contro il leader. Toyota ha introdotto la Lexus dicendo che era buona quanto una Mercedes ma costava la metà e non si è troppo preoccupata di spiegare perché. Quindi se fai un lettore mp3 puoi posizionarlo con l’alternativa economica all’iPod.
24) se puoi raccogi il seed capital da amici o parenti.
e' più facile se chiedi soldi a chi già conosci già piuttosto che a degli sconosciuti. Qualche decina di migliaio di euro possono bastare per il seed round di una impresa nel terziario.
25) impegna le prime 10 settimane a scrivere l'ossatura del business plan e a realizzare un prototipo del prodotto o servizio che intendi lanciare. Punto.

Per oggi è tutto.

10.8.06

Il futuro nel franchising


Siete alla ricerca di una idea per sfondare nel mondo del franchising?
Questo articolo, tratto da Entrepreneur.com,può essere fonte di enorme ispirazione.

9.8.06

Geek Squad's First Commercial

Spot tv di geek Squad in onda sui principali broadcast network negli Usa..semplicemente geniale come tutto il marketing che c'è dietro questa azienda da 650 milioni di dollari

8.8.06

Problemi con il Pc: chi chiamare?

Con il proliferare di apparecchiature informatiche, sono sempre più frequenti i problemi con queste diavolerie tecnologiche. E purtroppo quasi mai un colpo ben assestato ha risolto il problema.
Da un problema comune nasce una (grossa) opportunità: fornire assistenza domestica e nelle Pmi attraverso un network di professionisti dell’Information Technology.

http://www.nerdsonsite.com
http://www.geeksquad.com
http://www.nerdstogo.com
http://www.geeksoncall.com

Vi dico soltanto che in Usa i primi franchising sono partiti solo 4-5 anni fa, e oggi questa tipologia di business è una delle più interessanti in quanto a crescita degli affiliati e del mercato di riferimento (circa 300 miliardi di dollari, per gli Usa)

Al Believing Lab c’è un certo fermento attorno a questa idea di business..ci stiamo lavorando per capire se può essere veramente un’idea che Believing potrà portare in Italia..chi è interessato a far parte del nostro team di studio e brainstorming o vuole inviare la propria candidatura come business development manager può inviare una mail a: mailto:info@believinglab.it

26.7.06

Hirevue


HireVue è un sistema di video online sviluppato per aiutare le imprese nel velocizzare il processo relativo ai colloqui di lavoro.
Finora questa fase del processo di recruiting era quella che finora aveva meno usufruito dell’avvento di Internet .
Attraverso una sessione di domande e risposte automatizzate attraverso un video ondine, Hirevue punta a rivoluzionare il modo in cui i recruiter selezionano i candidati, puntando su una analisi preventiva degli individui che preceda il colloquio faccia a faccia

12.7.06

Megatrend: nuovi spazi vitali



































Così come la comunicazione tradizionale face to face è stata sostituita da email e chat e i beni e servizi possono oggi essere commercializzati in rete, così i proprietari di grandi appartamenti hanno deciso di cominciare ad affittare le proprie stanze creando il concetto di “nuovi spazi vitali” ( ovvero creare spazio per le proprie necessità laddove non si era pensato prima potesse essere sfruttato).
L’idea è quella di offrire le stanze di una grande casa a privati che possono decidere di utilizzarle per trasformarle in office/living room ovvero spazi all’interno dei quali si può decidere di vedere un film, oppure di leggere un libro, oppure di incontrare gli amici o colleghi, oppure ancora di dirigere i propri affari.
La chiave di volta di questo business è creare luoghi di incontro. Starbucks è stata la capofila di questa idea. In questa famosissima catena infatti il caffè è solo il pretesto che sta alla base del semplice incontro. Inoltre, a partire dal 2003, hanno anche cominciato ad installare nella maggior parte dei propri punti vendita la tecnologia WiFi che permette la connessione ad internet senza fili Allo stesso modo nei paesi orientali sono nati dei locali simili nei quali, seguendo le tendenze del Sol Levante, si possono visionare manga e dvd oltre che cimentarsi con i video games più avveniristici.
Being Spaces cambia quindi il nostro modo di mangiare, bere, giocare, ascoltare, navigare, lavorare o conoscere gente così come si farebbe in casa propria o in ufficio.
Altri esempi di Being Spaces sono anche i Borders Bookstores che operano come i romantici caffè letterari nei quali vengono dedicati spazi appositi per leggere e consultare libri. Oppure la catena Kinko’s (leader nei piccoli Being Spaces). Sia nei primi che nelle seconde è presente la tecnologia WiFi.

19.6.06

Family Dinners, 24 at the time

I PRANZI DELLA FAMIGLIA 24 ALLA VOLTA


Lo scorso anno fu pubblicato un articolo circa tre compagnie di fix and freeze che consentivano ai clienti di assemblare cibo preparato in ricchi pranzi.
L’idea ha avuto successo lo scorso anno. Imprenditori statunitensi hanno avviato i loro negozi di assembramento per la preparazione di pasti negli USA, e il leader sul campo, Dream Dinners), si è esteso da 49 negozi nell’aprile 2005 fino a 163 oggi, grazie ad un efficace programma di franchising.
Il canone per il Dream Dinner Franchising è pari a 35.000 $ più altre percentuali / commissioni e i costi derivanti dall’investimento iniziale sono compresi tra 175.000 $ e 250.000 $.
Molti di essi cambiano nello stile anche se tutti i dinner assembly offrono essenzialmente lo stesso servizio: i clienti compilano un format on-line, scegliendo i pasti da un menu mensile.
Il negozio, una grande cucina commerciale, organizza i cibi freschi e prepara gli ingredienti in postazioni sul campo. I clienti girano nel negozio, assemblando un pasto adattandolo ai suoi gusti personali e dietetici e il cliente può aggiungere o togliere aglio fresco o zenzero, o sostituire il maiale con un altro pasto. Alla fine, i pasti imballati, sono chiaramente etichettati con le istruzioni per cucinarle.
Tutto il processo dura circa 2 ore, per preparare 12 (six-serving), o 24 (trhee-serving) pasti al costo di circa 3 $ per servizio. E non si spende tempo per comprare il cibo, gli ingredienti, preparare in anticipo e lavare subito dopo.
L’affare è esploso per una ragione: l’idea di assembramento di cibo offre a livello di tempo per la clientela (specialmente per le mamme che lavorano) una strada innovativa e conveniente per provvedere alle loro famiglie con cibo nutriente, pasti fatti in casa, con molta varietà, ricche opzioni e un basso costo rispetto a un take-out o un supermercato con cibi congelati.
Non si sono mai viste compagnie simili al di fuori degli U.S.A.: è il momento per gli imprenditori di applicare i fix and freeze a tutte le famiglie del mondo, occupate e con poco tempo.

Adotta il tuo albero di ulivo

Due ex produttori televisivi britannici hanno deciso di acquistare un podere rurale in Italia. Dopo aver effettuato l'acquisto hanno deciso di intraprendere un'iniziativa assolutamente innovativa creando Nudo. Nudo è un oliveto che offre ai suoi clienti la possibilità di adottare gli alberi di ulivo.
L'idea funziona con l'iter seguente: Innanzitutto i clienti selezionano il proprio albero di ulivo, scegliendolo da una delle otto sezioni del boschetto. Ogni lotto è descritto dettagliatamente, e tutti hanno un nome ben preciso che viene evidenziato da una descrizione quasi poetica. Dopo aver deciso quale albero adottare per la cifra di GBP 60 (USD 110/EUR 90) all'anno, più trasporto, i clienti riceveranno tutti i prodotti dal loro albero adottato. Oltre ad un certificato di adozione ed un libretto sull'albero.
I prodotti consistono in un pacchetto che contiene l'olio extra vergine di oliva nel periodo primaverile mentre in autunno un pacchetto contenente del sapone e dell'olio di oliva aromatizzato al limone. (Ovviamente, l'olio non viene dall'albero reale, ma è una parte del raccolto prodotto da una sezione degli alberi.) finora, 548 degli 881 alberi sono stati adottati.
La quantità esatta di olio dipende dalla raccolta dell'anno, ma ogni albero produce normalmente fra uno e tre litri all'anno.
Quello che realmente viene venduto in questa idea innovativa non è tanto l'olio di oliva bensì la possibilità di poter vivere un'esperienza diversa. Infatti non solo i clienti potranno condire la propria insalata con l'olio prodotto dal loro albero adottato, ma nel momento in cui decideranno di raggiungere l'Italia avranno anche la possibilità di poter visitare il boschetto e vivere l'esperienza di preparare un pic nic all'ombra del loro albero di ulivo.
L'iniziativa porta vantaggi per tutti: i clienti possono collegare l'alimento alla fonte dal quale deriva; gli imprenditori del boschetto guadagnano un reddito costante.

21.5.06

Magnolia


Con Magnolia l'installazione di home theatre diventa una forma artistica per consentire ai clienti esperienze audio-visive ai massimi livelli.
Magnolia è una divisione di Best Buy che non solo aiuta il consumatore ad acquistare tutto ciò che serve per realizzare home theatre- sedie reclinabili, huge screen, sofisticati sistemi audio-video e tanto altro, ma fornisce progettisti ed installatori che si recano a casa del cliente per prestare la propria consulenza nell'effettuare i migliori acquisti in relazione alle proprie personali esigenze.
L'idea è vincente in quanto vengono sfruttati 70 punti vendita dislocati all'interno di altrettanti negozi Best Buys disseminati negli Usa.
Inoltre, il target è quanto mai interessante: secondo i dati forniti dalla “National Association of Home Builders”, il 36% di coloro che acquistano nuove case, richiedono una “media room”, offrendo elevati budget.

18.5.06

DayJet



Un'idea rivoluzionaria dedicata ai “business man” che, per motivi di lavoro devono spostarsi con rapidità ed in grande stile è il jet personale a richiesta.
Viene offerto il privilegio di un “per- seat, on-demand” jet service che permette di partire anche dalle piccole città sprovviste di voli di linea, senza sopportare i costi esorbitanti di un jet privato.
L'idea è rivoluzionaria non solo per il veloce e nuovissimo microjet, ma soprattutto per il software sviluppato per organizzare voli ed acquistarli. Infatti, nel momento in cui il cliente sceglie on-line la propria destinazione, il software calcola in pochi secondi non solo il miglior itinerario, ma anche il prezzo più conveniente.
I costi? Sono misurati in base ai chilometri percorsi e comprendono anche carburante, equipaggio e tasse aeroportuali.

5.5.06

Mobmov, il guerrilla drive-in


Nostalgia per i drive-in del passato? Realizzarne uno, con la possibilità di spostare la location ogni settimana, è l'idea di Bryan Kennedy, un californiano di 25 anni che ha realizzato MobMov, un cinema portatile ed economico da installare su un'automobile.
Inizialmente, la sua idea ha attirato amici ed amici di amici, col semplice passaparola; in un secondo momento, le proiezioni (orari e luoghi) sono stati annunciati via mailing list, con grande successo di pubblico.
Il sistema è estremamente semplice: basta installare sull'auto un DVD player, un proiettore ed un generatore di corrente e utilizzare un trasmettitore FM per condividere con le autoradio la traccia musicale.
Non serve tecnicamente null'altro, se non un ampio muro bianco su cui proiettare i film.

27.4.06

Il nostro futuro: essere produttori di idee

"Una strada sicuramente più complessa per l’Italia - rispetto ad altri Paesi come Stati Uniti o Giappone - quella di diventare produttrice di idee e non di beni materiali. Questo tipo di produzione, però, richiede un genere atipico di fabbriche, che si chiama università e laboratori di ricerca".
Tutto questo è quanto è emerso Dal Rapporto Delphi 2005 presentato durante il Forum “Delphi 2005 Ascoltando il futuro” svoltosi all’Aquila lo scorso Febbraio.

Scarica il rapporto cliccando qui.

3.4.06

LG lancia il Wash bar

Un cocktail “ che più bianco non si può”, dieci lavaggi e una dose di detersivo: ecco gli ingredienti della trovata di marketing più innovativa dell’anno.
L’ha messa a segno l’azienda di elettronica Lg, che a Parigi ha aperto un bar-lavanderia in cui è possibile fare il bucato gratuitamente, con saponi e lavatrici messi a disposizione dalla multinazionale coreana e- nel frattempo- bere drink che richiamano, con i loro nomi, il mondo delle “machines à laver”.
Inaugurato solo da qualche settimana nel 12esimo arrondissment, il wash bar è diventato uno dei locali più alla moda della capitale francese: tra tavolini e oggetti di design (tutto rigorosamente in bianco e rosso, colori del brand), panni stesi e ceste del bucato, i clienti discutono, partecipano a giochi e lezioni di moda, navigano su internet, guardano la tv e ascoltano musica, naturalmente con prodotti a marchio LG.
L’idea, che alle prime battute potrebbe apparire bizzarra, è frutto di un lungo studio sul cambiamento degli stili di vita e di consumo dei giovanissimi, target a cui si rivolge il bar.Tutto è partito da una ricerca, che ha evidenziato come l’80% dei parigini trascorre, in una settimana, circa un’ora in un bar e 45 minuti in una lavanderia automatica, mentre tende a fuggire dalle mura domestiche e dalla tv. Come far conoscere allora a questo target poco attento al tradizionale advertising, i nuovi elettrodomestici, se non attraverso una reale interazione con il brand?
“Il nostro marchio vuole raggiungere il cuore della vita dei ragazzi, puntando proprio sull’ascolto dei loro bisogni latenti. Per questo abbiamo pensato di far testare i prodotti gratuitamente, in un ambiente innovativo- sottolinea Fréderick Lecoq, direttore marketing di Lg France, che non manca di puntualizzare gli obiettivi strategici della multinazionale: diventare entro il 2010 uno dei leader mondiali di elettronica di consumo.
E i presupposti per il successo ci sono tutti, visti i risultati che questa operazione sta ottenendo: attraverso la Rete la notizia del wash bar si è diffusa in tutto il mondo, fino alla stessa Corea, dove i giovani hanno espresso il desiderio di iniziative come questa, in grado di offrire un servizio a valore aggiunto e magari di essere il volano per incontri interessanti… fra un drink e un paio di jeans freschi di bucato!

Porte aperte....in casa

In Belgio è scattata l’operazione porte aperte. Ed già diventata un tormentone.
Non stiamo parlando dell’ennesima trovata delle case automobilistiche per incentivare i consumi.
Questa volta le porte aperte sono quelle di dodici abitazioni che- prima dell’acquisto- possono essere testate dai futuri padroni di casa.

L’idea è di Alain Blavier, imprenditore immobiliare belga, 39 anni, appassionato di sci e maratona, dotato di una determinazione fuori dal comune (derivata dalla disciplina sportiva, minimizza lui), che è riuscito a creare una delle imprese più innovative del Paese.

“Troppo spesso- commenta Blavier- le persone che vogliono costruire una casa partono da un modello su carta, che non corrisponde poi alle loro attese. Il mio mestiere è sì regalare il sogno di una bella casa, ma il sogno si sviluppa nella realtà e non voglio deludere i miei clienti”.

Una proposta che ha spiazzato la concorrenza, facendo balzare l’anno scorso la “Maisons Blavier” al primo posto nelle vendite del settore immobiliare (su 12.500 imprese), tanto da ottenere il Belgian Building Award.

Disseminate su tutto il territorio, dalle Fiandre alla Vallonia, le abitazioni- l’una differente dall’altra- offrono alle famiglie la possibilità di sperimentare per ventiquattr’ore le funzionalità della loro futura dimora.

Inutile sottolineare che sono dotate di ogni confort, dalle posate, ai detersivi, agli asciugamani.
E dopo la prova, per concludere il week end, ai potenziali acquirenti viene offerta una cena a base di foie gras e cucina cinese.
Il tutto naturalmente accompagnato da vino d’annata.

“Per evitare gente interessata solo a passare un week end diverso dal solito, abbiamo posto due condizioni imprescindibili per il nostro “home test”- precisa Blavier- bisogna già possedere un terreno su cui costruire e avere un’idea progettuale della casa.
Solo dopo aver valutato la serietà delle intenzioni, fissiamo un appuntamento per scegliere il modello più adatto alle esigenze dei clienti, che possono così testare de visu le loro richieste, apportando modifiche su elementi reali e non sulla carta. Questa procedura riduce sprechi di tempo e di soldi”.

Nessun vincolo di acquisto dopo la prova: i visitatori devono solo compilare un questionario di soddisfazione e decidere se servirsi o meno dell’impresa Blavier.Scelta scontata per un terzo dei tester: nel 2005, su tremila famiglie che hanno sperimento l’home test, 823 hanno scelto di affidare il loro progetto all’imprenditore più competitivo del Belgio, che per la fine dell’anno ha già prefissato un’altra sfida, ingrandire ulteriormente la sua offerta ed estendere il giro d’affari anche in Francia.

30.3.06

Anche Steve Case (AOL Time Warner) sta creando la "sua" Believing!


Forse avrete già sentito parlare di una teoria secondo la quale nel mondo, in uno stesso momento storico, due o più uomini di scienza arrivano a conclusioni simili riguardanti un progetto scientifico, un'idea o una invenzione. Mi riferisco per esempio alle tantissime scoperte scientifiche degli ultimi secoli, la cui paternità è attribuita a scienziati che, pur non conoscendosi, pur lavorando a distanza di migliaia di chilometri l'un l'altro, sono arrivati alle stesse conclusioni più o meno nello stesso momento.
E' quello che ho pensato sta succedendo anche per Believing, venuto a conoscenza del progetto "Revolution" di Steve Case, amministratore delegato di Aol Time Warner.
In bocca al lupo, Steve!
www.revolution.com

23.3.06

Attirare e mantenere i talenti: essere dei grandi datori di lavoro

“Sii un gran datore di lavoro (un luogo davvero bello, dove si è ben pagati e dove si può lavorare e imparare e avere una esperienza di crescita, almeno a breve…il tutto condito da politiche fortemente progressiste)”:
Tom Peters


Nell’economia del futuro il valore lo aggiungeranno le persone che fanno parte della nostra azienda. Esperienza, relazioni, design, valore, know how sono alcune delle cose delle quali abbiamo parlato finora che possiamo usare per rendere la nostra azienda diversa dalle altre, per renderla UNICA. Senza questi fattori la nostra azienda fa un’offerta per la quale di fatto esiste una vera e propria sovrabbondanza, si trova costretta a competere sulla base del prezzo, con margini ridotti, aperta alla concorrenza globale di tante altre aziende. Ma tutti i fattori che ci potrebbero differenziare, se ci fate caso, sono aggiunti dalle persone che sono nella vostra squadra. Ne consegue che ognuno di noi, al fine di migliorare la capacità competitiva delle nostre aziende, deve imparare ad attirare e sviluppare i talenti.
Al Believing Lab stiamo realizzando un vero e proprio “piano di attrazione dei talenti”.
Chi lavora o chi aspira a lavorare con noi sa viene posto di fronte a regole chiare riguardo alla ammissione allo staff Believing, alla gestione dei talenti, alla loro formazione, alla loro retribuzione e ai benefit a loro disposizione.
E Believing cresce..

20.3.06

Cosa ha da insegnarci il Pakistan?

tratto dall'editoriale di Giorgio Riveccio, direttore di Newton, gennaio 2006

Finirà probabilmente sul Guiness dei primati la conferenza internazionale via Internet, un vero e proprio webcast, organizzata dal Cern per i 100 anni della Teoria della Relatività. "beyond Einstein" ha riunito virtualmente nei computer, in diretta , maggiori fisici per parlare del futuro della scienza.

Un evento eccezionale, una occasione persa. Questo perchè in Italia l'evento è passato del tutto inosservato.
Al contrario, la tv di un Paese come il Pakistan ha mandato in onda integralmente, e su due canali, l'intero evento.
Domanda: qual è il vero Terzo mondo?

21.2.06

La tecnologia che fa paura - coolstreaming


E’ di qualche giorno fa la notizia del sequestro e dell’immediato dissequestro del portale www.coolstreaming.it

Vi riporto il commento fatto da un collaboratore presente all’interno del loro forum.

“Da tutto cio' che leggiamo in questi giorni, una cosa e' chiara "la tecnologia p2p fa paura"... e' legale e fa paura?...

Ammettiamolo Coolstreaming e' stato preso da capro espiatorio, non faceva nulla di illegale ma lo si e' voluto chiudere perche' FACEVA PAURA.

I signori che comandano dovrebbero capire che purtroppo Internet non e' LORO ne la potranno mai COMANDARE... e' di tutti, libera conoscenza,e libera informazione.

Che fare?... Censurare?... e' inutile di siti dopo questa azione stanno prolificando ovunque basta cercare p2p-tv usciranno 6 milioni di risultati.

Occhi che non riescono a vedere oltre il proprio naso per non scavalcare i circoli che si sono costruiti per non rendersi conto che tutto sta cambiando ma loro sono li aggrappati ad un potere limitato che presto sara' ordinato da nuove idee..

Il p2p-tv potrebbe essere l'innovazione per tutti, perche' non capirlo?... perche' regalarlo a robe da pirati o peggio ancora, un esempio per tutti stremerone che da poco ha ottenuto la licenza a ritrasmettere una televisione via sat a livello globale!

Forza aprite gli occhi il nuovo mondo vi aspetta... era il sogno dei grandi antichi riuscire a rendere globalizzato un mondo cosi' povero e cosi' accerchiato da diritti televisivi,musicali, sulla suoneria di turno e chissa' quali altre diavolerie per far soldi....

Il vostro guadagno ci sara' sempre, sara' diverso....
Potrete fare pubblicita' a livello planetario e far conoscere il vostro logo per tutto il mondo... non perdete questa grande occasione, sara' l'errore piu' grande....

Io ci credo... e voi?

un collaboratore”


Questa è senz’altro una delle principali aziende hi-potential presenti oggi in Italia. Come piacciono a noi Believers. Occhio, allora.


17.2.06

La scoperta dell'acqua calda






















Secondo il rapporto 2003 dell'Onu sulle risorse idriche, oltre 1 miliardo di persone non ha accesso all'acqua potabile, e 2,4 miliardi sono privi delle strutture igieniche elementari. Si stima che le disfunzioni della diarrea, causata dall'utilizzo di acqua non potabile, sia la causa della morte di 2 milioni di bambini e di malattie per circa 900 milioni di persone ogni anno.

Come è possibile distruggere i microbi infettivi e potabilizzare l'acqua da bere?

Ovvio, diremmo noi: la soluzione principale è di bollire l'acqua per circa 10 minuti. E' ben noto fin dai tempi di Luigi Pasteur, 130 anni fa, che il calore della bollitura è veramente efficace nella distruzione di tutti i microbi dannosi presenti nell'acqua e nel latte.

Quindi: se l'acqua contaminata può essere potabilizzata con la bollitura, perché la gente continua a morire?

Perché purtroppo la bollitura non è praticata uniformemente in quanto:

1) la gente non crede nella responsabilità dei germi nella diffusione delle malattie;

2) ci vuole troppo tempo;

3) l'acqua bollita ha un cattivo sapore;

4) il combustibile è spesso limitato o costoso;

5) il calore ed il fumo sono spiacevoli.

Qualche mese fa si è tenuto a Ginevra il 2° Forum alternativo mondiale dell'acqua, per una gestione solidale e sostenibile, dove si sono messe a punto alcune richieste, sintetizzate nella necessità di garantire a tutti acqua di qualità in quantità sufficiente alla vita (40 litri al giorno per gli usi domestici).

Una strada lunghissima, una sfida che Believing vuole portare avanti. Una delle tante. Perchè anche questo vuole dire fare innovazione.




28.1.06

Guy Kawasaki: l’arte dello start up




















Guy Kawasaki continua a proporre decaloghi su vari argomenti collegati alla sua professione di venture capitalist ed evangelista. Quello di oggi riguarda lo start up di una nuova azienda (The Art of Bootstrapping):
  1. Concentratevi sul cash flow e non sulla profittabilità. Parole sante: i conti si pagano con i soldi che hai in cassa e non con quelli che guadagnerai a fine anno.
  2. Fate le previsioni partendo dal basso. In altri termini, affermazioni come: “questo mercato vale 150 milioni di pezzi, quindi è sufficiente acquisirne solo l’1% e allora le vendite nel primo anno saranno pari a 1,5 milioni di unità” non hanno molto senso. Ha molto più senso dire: “ho 10 punti vendita, ogni punto può distribuire 10 unità del prodotto/servizio al giorno e lavora per 240 giorni all’anno. Quindi posso arrivare a vendere 24.000 unità”.
  3. Andate sul mercato e fate i testi. Bisogna andare sul mercato il prima possibile per cominciare a fare cash flow e per aver riscontro rispetto alle nostre scelte. Non ha importanza se il prodotto non è perfetto: è sufficiente che sia “abbastanza buono”.
  4. Dimenticatevi del gruppo di lavoro di comprovata esperienza. All’inizio, assumete giovani che costano poco, hanno tanta voglia di fare e si adattano in fretta. Avrete sempre tempo di imbarcare gente con esperienze decennali quando le cose andranno bene e ve lo potrete permettere.
  5. Partite offrendo servizi. Anche se il vostro business consiste nel vendere un prodotto, mentre lo state sviluppando cercate di offrire servizi e consulenza legata a quello che state facendo.
  6. Concentratevi sulle funzionalità. All’inizio lasciate perdere il design e concentratevi sulle funzionalità del vostro prodotto.
  7. Concentratevi sul business. Concentratevi sul core business della vostra azienda e lasciate perdere i fronzoli.
  8. Non assumete più del necessario. “Ogni venture capitalist sogna il momento in cui un imprenditore lo chiamerà e gli dirà che ha bisogno di capitale perché le vendite stanno esplodendo. Purtroppo si tratta di fantasie”, quindi non assumete gente sulla base di previsioni fantastiche.
  9. Vendete direttamente. Qualunque cosa produciate, cercate di venderla on line perché i margini sono più alti e cercate di farlo anche prima di raggiungere i canali di distribuzione tradizionali.
  10. Posizionatevi contro il leader. Toyota ha introdotto la Lexus dicendo che era buona quanto una Mercedes ma costava la metà e non si è troppo preoccupata di spiegare perché. Quindi se fate un lettore mp3 potete posizionarlo con l’alternativa economica all’iPod.
  11. Prendere la pillola rossa. In Matrix, la pillola rossa è quella che prende Neo per sapere la verità preferendola a quella blu che gli avrebbe invece assicurato la continuazione dell’illusione. Un imprenditore non può mai permettersi di prendere la pillola blu: deve sempre scegliere la rossa.

22.1.06

Futuro alle idee del futuro

In questo momento, in ogni parte del mondo, ci sono giovani che immaginano un futuro migliore. Alcuni di loro, un giorno, realizzeranno di aver dato vita a qualcosa di grande importanza sociale, economica, scientifica. Scoperte, progetti o imprese di cui domani tutta l’umanità potrà beneficiare.

Prendete per esempio la storia di Alexander Fleming, lo scopritore della penicillina, l’antibiotico che ha permesso di salvare milioni di vite. Una diffusa leggenda racconta che Fleming salvò la vita ad un bambino che, caduto in uno stagno, stava per affogare. Il bambino tratto in salvo sarebbe stato Winston Churchill, i cui genitori, riconoscenti, avrebbero dato al giovane Alexander la possibilità di studiare che altrimenti non avrebbe avuto.

Se veramente teniamo al nostro futuro, se veramente vogliamo nella nostra vita qualcosa più grande della vita stessa, se vogliamo creare un mondo al quale la gente desideri appartenere, diamo la possibilità a queste persone di poter mettere a frutto il loro talento. Believing nasce anche per questo.


5.1.06

I pilastri del successo dell’azienda eccellente.

10 consigli per aiutare gli imprenditori e i manager per ottenere il massimo dai propri collaboratori e colleghi.

1) What matter most?: (in inglese: cosa è ( per voi) più importante?) Chiedetevi, come imprenditori o come manager, prima di scegliere il vostro settore di attività, i vostri obiettivi e le vostre ambizioni, se essi sono in linea con i vostri più profondi valori. E’ difficile essere produttivi senza entusiasmo. Ogni volta che sto per intraprendere un progetto mi chiedo: “Questo percorso che sto per intraprendere mi darà stimoli DEVASTANTI?”. Quando darete una risposta positiva a questi interrogativi, sicuramente vi troverete nella condizione di chi tutti i giorni inizia la giornata con in mente una “stupenda ed irresistibile visione di impresa” e va a dormire con la stessa carica, e la soddisfazione di chi ha un impegno quotidiano verso la propria “missione personale”.
2) Non dipendenti, ma collaboratori. Evitate di chiamare i membri della vostra azienda “dipendenti”. Pretendete da voi stessi, dai vostri colleghi e dai vostri diretti “collaboratori” di instaurare la buona abitudine di riferirsi in questo modo ai membri del vostro team. La differenza non è solo linguistica, è sostanziale: preferite che nella vostra impresa ci sia una organizzazione che tende ad essere gerarchica, reverenziale e magari falsa ed ipocrita od una collaborativa, assertiva e che fa sentire il peso delle proprie responsabilità ad ogni individuo?
3) The right work for the right worker. Questa regola vale tanto per i top manager quanto per gli imprenditori: fate molta attenzione prima di assumere qualcuno e non abbiate alcuna remora di licenziare. La composizione del vostro team deve comunicare l’eccellenza: una squadra mediocre dà risultati mediocri; una squadra eccellente porta a risultati straordinari. Se qualcuno occupa una posizione che non è più idoneo a ricoprire e se egli non è proprio un disastro, dovete sostituirlo comunque, oppure, d’accordo con lui, trasferirlo affidandogli compiti più adatti alle sue caratteristiche: solo così assicurerete la sua e la vostra riuscita al 100%.
4) Non sottovalutate l’aspetto psicologico di squadra. Prima di assumere è necessario valutare anche l’integrazione tra i singoli: una vera squadra affiatata può nascere solo tra individui tra i quali c’è un naturale “feeling”. Questa è una sensazione inconscia: non si può imporla a nessuno!
5) Create un ambiente produttivo. “L’aria che si respira” all’interno della vostra azienda determina se i semi del successo potranno germogliare. Di solito questo clima ideale si crea con un mix di fattori differenti. Non esistono regole generali. A volte si ottiene maggior produttività dando ad ognuno un ufficio separato; altre volte facendo lavorare tutti quanti in un open - space. Abbiate solo una certezza: il vostro “stile” personale (inteso come propensione ad essere più o meno accomodanti, formali, autoritari, generosi, ecc..) sarà rispecchiato immediatamente dalla vostra organizzazione: fate attenzione alle vostre convinzioni limitanti!
6) Chiarite che cosa intendete voi quando parlate di “successo”. Spiegate ai vostri collaboratori quali obiettivi si prefigge l’azienda e come possono valutare le proprie performance. Badate bene: gli obiettivi devono essere realistici. I tempi di un progetto vanno definiti dagli addetti di quel progetto. I collaboratori accettano i tempi che hanno contribuito a fissare, ma non quelli irrealistici o imposti dall’alto.
7) Che QE (quoziente emozionale) ha la vostra organizzazione? Una impresa eccellente è fatta da persone che amano stare con gli altri. E’ una qualità molto difficile da fingere per chi non la possiede. Bisogna che tutti i membri della vostra organizzazione (nessuno escluso) sia in grado di intrattenere rapporti con gli altri. Non necessariamente di amicizia. Il naturale “feeling” , come lo abbiamo definito al punto 4), è invece condizione necessaria per creare un team project eccellente. L’amicizia tra questi membri è condizione fondamentale.
8) Aiutate i vostri collaboratori a crescere professionalmente fino a quando sapranno svolgere i loro compiti meglio di quanto sappiate farlo voi. Prendete l’abitudine di trasferire le competenze a chi lavora con voi. E’ un obiettivo entusiasmante, ma che fare se qualcuno mostra diffidenza in questo, preoccupato di allevare professionalmente il proprio successore? La soluzione sta nel far sì che i manager di valore possano avere la convinzione che verranno affidati loro nuovi compiti, e solo in questo modo saranno liberi di affrontare nuove sfide sempre più motivanti o risolvere problemi insoluti. A questo mondo c’è sempre tanto da fare: ad un manager capace, il lavoro non manca mai.
9) Tenete alto il morale. Fate capire che i risultati non servono soltanto a far bella figura ai capi, ma vanno a vantaggio di tutta l’azienda. Fate sentire ai vostri collaboratori che quello che stanno facendo ha valore, e che è importante sia per l’azienda sia per i clienti. E quando i risultati sono buoni, date il giusto riconoscimento a tutti quelli che hanno contribuito, incoraggiandoli a essere fieri di quello che hanno fatto.
10) Date l’esempio. Un buon leader non si limita a impartire ordini e disposizioni, ma si impegna personalmente nei progetti. Di tanto in tanto dovete dimostrare che sapete fare cose oltre che impartire ordini. Assumetevi ogni tanto la responsabilità di svolgere compiti meno interessanti, per esempio un giorno all’anno lavorate come membro del vostro stesso staff, e fate assumere invece il vostro posto direttivo a chi si è dimostrato durante questo periodo più meritevole di questo premio.


Non pretendo certo che questi 10 punti siano gli unici da tenere in mente, né che siano i più importanti per la creazione di una cultura di impresa basata sull’eccellenza.
Ci sarebbero moltissimi altri consigli da dare.

Per questo,
Chi volesse contribuire alla creazione di altri “pilastri” del successo, può continuare l’elenco creandone di nuovi, indicando il proprio nome e cognome.
Contribuendo a questo elenco creerete più partecipazione e gioco di squadra in tutta l’azienda!

Esempio:
11) Alimentare la fiducia. Il modo per ottenere la fiducia da parte dei vostri collaboratori consiste nel fare continui versamenti sul loro “conto corrente emozionale”.
Su questo speciale tipo di conto non viene depositato denaro o titoli, bensì manifestazioni di amicizia. Così, quando vi troverete a scusarvi per qualche motivo o a dover dare spiegazioni oppure a chiedere un favore ad una persona, più ne depositerete sul suo conto, più la troverete disponibile a venirvi incontro.
Gianfranco Chiarappa

12) …….

….e cosi via…

FATE GIRARE!

Gianfranco.

4.1.06

Come ti costruisco un'azienda (da zero)

Primo: avere un sogno che sappia catturare la testa e il cuore. Secondo: darsi un obiettivo raggiungibile. Terzo: scegliere una squadra di uomini e donne con una vena di follia. Questi i segreti del successo di una nuova impresa.
di Pier Luigi Celli

Metter mano alla costruzione di una azienda è un po' come iniziare a scrivere una nuova storia: bisogna avere qualcosa da dire. L'incipit è importante ma è l'ispirazione poi che fa la differenza. E l'ispirazione, in una storia aziendale che decolla dal «prato verde», è data dalla capacità di fondere molte cose: una visione da trasmettere, che sappia catturare testa e cuore dei compagni di avventura; degli obiettivi, ragionevolmente raggiungibili, a fare da trama per tutte le operazioni pratiche di «montaggio» che richiede l'architettura del sistema; un ambiente di insediamento in cui sentirsi a proprio agio, perché ognuno poi reciti al meglio la sua parte e dipani un racconto che, intrecciato agli altri, abbia un senso.«Mettere insieme»: questa è l'arte degli inizi. Partire sembra facile, soprattutto a chi è abituato a guardare le partenze degli altri; e invece non lo è affatto. Quando si stacca la nave dal porto, molte cose devono già essere state fatte: la nave, anzitutto, che deve essere proporzionata rispetto al viaggio da compiere e, insieme, equilibrata nei pesi e nelle forme così da non presentare problemi di tenuta e di galleggiamento; poi l'equipaggio, con tutti gli specialisti del caso, ma anche con l'attenzione alle compatibilità che richiede un'avventura in cui le psicologie contano spesso più dei mestieri; e, ancora, la strumentazione, le provviste, le guide e i portolani.
E le armi, perché no? Quelle adatte alla difesa, per le inevitabili imboscate, e quelle per forgiare quotidianamente il carattere dell'equipaggio, nelle fasi di transizione, tra un porto raggiunto e uno da avvistare; o nelle fasi di bonaccia. Proprio perché ogni nuova impresa è un racconto che si fa mentre si sta andando (Machado: «È andando che si fa il cammino») e non c'è alcuna sicurezza che il percorso sia quello giusto, serve una buona dose di coraggio (talvolta di incoscienza) e, insieme, la capacità di non disperdere in mille rivoli la narrazione principale.Per questo si parlava di «visione» e di «compagni di avventura». Costruire la squadra, che faccia da riferimento a quanti si aggiungeranno lungo la strada, richiede di avere in testa un'idea precisa da trasmettere e, più in generale, un surplus di sentimento: tale da creare quella particolare emozione che ti prende (tra cuore e pancia), consentendoti di essere abbastanza irragionevole da non pensare troppo ai rischi cui vai incontro.
Se mettere insieme è arte chimica devota alle sfumature e alle compatibilità, è il tenere insieme l'esercizio di equilibrio più impegnativo; quello che consente il passaggio dallo stato nascente alla continuità operativa: dal momento creativo a quello più di routine. Tenere insieme il racconto; ognuno che recita il suo personaggio in una storia che non disperde la sua trama e deve scorrere fino al punto destinato: l'obiettivo aziendale da raggiungere, il valore da creare, l'azionista da soddisfare. Perché il bello di tutto questo marchingegno è che perseguendo cento, mille avventure singole (quanti sono, via via, i personaggi e gli interpreti del progetto che vengono imbarcati di porto in porto) in realtà si costruisce un unico, grande racconto, che è l'identità della nuova impresa, e la narrazione del suo successo (o del suo insuccesso).Creare dal niente un'azienda non è solo questione di investimenti, dunque. Ci vuole la credibilità del progetto, ci vuole un management che ispiri fiducia; ci vuole, soprattutto, una dose di «follia». Che è la dote degli inquieti, degli insoddisfatti, di quelli che pensano che c'è sempre, ancora, qualcosa da tentare e mondi da scoprire. Ecco perché le nuove start-up sono il campo di azione privilegiato dei giovani. A loro appartiene la generosità (anche eccessiva) degli sforzi che non hanno un fine immediato e quella capacità di non chiedersi subito quali ritorni vedranno, che li spinge a rischiare oltre le aspettative di un dividendo.
La saggezza di qualche vecchio lupo di mare servirà a miscelare la loro baldanza e ad attutire gli inevitabili momenti di frustrazione. Ci vuole sempre, in ogni racconto che si rispetti, qualche personaggio che sappia fare il controcanto, o figure di protagonisti ombra cui è demandato il compito didattico che era del coro nelle composizioni antiche: intervenire nei momenti critici per ridare alle cose il giusto peso.Quanto incide la selezione nel creare una macchina dagli equilibri così delicati e sempre mobili? In realtà, per quanto sembri paradossale, gli uomini (e le donne, ormai tante) che amano l'avventura dei nuovi inizi d'impresa si selezionano quasi naturalmente da soli: si annusano, si scelgono, si ritrovano.Si inseguono. Sono come i membri di una nuova tribù che incrocia sui territori ormai suoi: quelli fuori dalle grandi rotte e dal turismo aziendale dei trasferimenti senza cambiamento. È una comunità. O, almeno, finisce con l'averne lo spirito e gli stili di vita. A prima vista può sembrare facile intercettarla, una volta identificata. Magari per un Camel trophy, similavventuriero. Provate voi a riuscirci! Vi accorgerete che non basta affatto descriverla per capire come adescarla. Perché qui sta la differenza tra il racconto di una impresa e l'impresa che si fa racconto: chi si assume l'onere di narrare non è mai qualcuno che sta «fuori». È obbligato a condividere dall'interno tutta la storia, a vivere l'esaltazione degli inizi e l'amarezza dei contrattempi; le virtù dei molti e le cadute di tensione per quanti tradiranno; la difficoltà dei successi e il sudore di ogni piccola conquista.
Così solo si entra a far parte della tribù, si è riconosciuti e rispettati. Creare dal niente un'impresa è quanto di più bello possa capitare in un percorso professionale: quando succede, ti accorgi che esistono ancora spazi in cui la fantasia ha un suo valore e le passioni giocano un ruolo che altrove è guardato con sospetto. Nel clima caldo degli inizi, quando tutto è adrenalina, scambio continuo e lunghe notti di lavoro, ognuno dei compagni di viaggio è portato, quasi naturalmente, a dare il meglio di sé. È quasi impossibile misurare i confini e non affiora ancora l'attitudine negoziale a distinguere competenze e livelli di gerarchia. Verrà, poi, come sempre, il momento della stabilizzazione. E se sarà figlia di un successo porrà, inevitabilmente, il problema di come conciliare l'orgoglio per avercela fatta con il riconoscimento dei contributi dati e, soprattutto, con la misurazione e la legittimazione delle singole diversità.Esaurito il ciclo dello stato nascente l'impresa si va a misurare con altri protagonisti e su altri terreni. Portandosi dietro i suoi miti originali e anche, spesso, il loro impercettibile, progressivo tradimento. Ma questa, per l'appunto, è un'altra storia.