7.12.07

Believing, l'incubatore italiano di imprese innovative

ecco l'ultima intervista rilasciata al portale Ufficiarredati

Innovazione e creatività sono i primi biglietti da visita di Gianfranco Chiarappa: in questa intervista ricca di acuti spunti di analisi, emergono poi passione e intelligenza di un imprenditore che sa guardare oltre i confini.

Gianfranco Chiarappa, lei oltre ad essere parte attiva di Uffici Arredati, è ideatore e proprietario di Believing, un incubatore di imprese. Di che cosa si tratta?

Believing è un’idea molto originale nel campo dell’innovazione di impresa.
Sviluppiamo vari progetti imprenditoriali altamente innovativi mettendo a disposizione per ognuno servizi e capitali iniziali, affidando al management la gestione del progetto.
Realizziamo il processo di start up portando avanti contemporaneamente più imprese, in settori diversi tra loro.
Quindi diverse organizzazioni in un unico contenitore, il Believing.
I progetti su cui stiamo attualmente lavorando vanno dal settore informatico, all’agroalimentare, ai media, ai servizi alle imprese.
Le nostre idee non provengono solo dal nostro centro, ma perlustriamo anche tutto il territorio italiano per cercare nuove idee e nuovi imprenditori.

Quanto dura, indicativamente, un periodo di incubazione?

Dipende. Lavoriamo attraverso uno strumento che si chiama: il “portafoglio dell’innovazione”, ovvero una cartella virtuale all’interno della quale vi sono le idee, i progetti e nuove ventures.
Le idee allo stato “grezzo” vengono inserite dallo staff di Believing o portate dall’esterno.
Quelle meritevoli potranno essere messe alla prova nel mercato.
Realizziamo una prima sperimentazione che può durare 6-12 mesi; possiamo così trarre indicazioni importanti che ci consentono di continuare il progetto, o addirittura di decidere di sospenderlo.
Infatti se il presupposto base viene a mancare si può sospendere il progetto attuando una strategia di uscita soft dal mercato.
I progetti che superano la fase “beta” passano poi a livello di impresa, ovvero allo stato di nuove ventures.
In questa fase si cercano i partner finanziari per aumentare e capitalizzare le risorse e si determinano i premi di partecipazione per il management.

In una sua affermazione leggo:’ Per dare il meglio di sé è necessario che ognuno trovi la propria missione di vita. La mia missione è quella di aiutare individui e organizzazioni a trovare la loro. Guidare le persone verso traguardi impossibili, vivere gli insegnamenti cristiani, creare valore aggiunto per l’umanità, far nascere un mondo al quale gli altri desiderino appartenere..’
Insegnamenti cristiani , uniti alla storia millenaria della sua regione e innovazione; tradizione e innovazione sono concetti coniugabili nel concetto di impresa?

Sicuramente. Le imprese non possono più lavorare solo per il profitto.
C’è sempre una rinnovata attenzione all’etica di impresa, che significa anche rispetto per l’ambiente e sviluppo delle risorse umane della propria organizzazione.
Tuttavia se questi “temi” li si considera come leve di marketing con il solo scopo di un maggior guadagno, i risultati saranno di breve periodo.
L’impresa deve essere pensata come impresa sociale, capace di fare del bene, di migliorare il modo in cui la gente vive, pensa e lavora; accanto al profitto vi deve essere spazio anche per l’uomo.
L’impresa deve avere un’anima.

Il tempo gioca sempre a favore delle persone di grande intelligenza. Infatti a 29 anni lei è imprenditore e consulente a sua volta di imprese; intelligenza e, cos’altro la contraddistingue?

La passione verso l’impresa. La passione è contagiare gli altri. In Believing si respira l’entusiasmo e la passione proprio perché, spesso, sviluppiamo cose che vanno oltre la nostra immaginazione; stiamo costruendo una sorta di rivoluzione silenziosa.
La creatività non è solo fantasia,ma è porsi obiettivi e saperli realizzare; così la sua creatività ha giocato un ruolo fondamentale della creazione di questo business

Mi potrebbe dare una dimostrazione della sua creatività? Per esempio se avesse una bacchetta magica quale servizio o prodotto nuovo sul mercato crerebbe?

Quelli che già stiamo incubando ;-)
Believing Cube è uno di questi. E’ un business center innovativo, che offre ambienti di lavoro pronti per l’uso per mobile workers, microimprese e liberi professionisti.
Nella prima sede in Puglia mettiamo a disposizione Uffici arredati e attrezzati, Sale per riunioni, formazione e conferenze, showroom e servizi di domiciliazione che consentono di essere immediatamente operativi e flessibili nello sviluppare la propria impresa.
Tutto questo mettendo le persone e le idee presenti nel Cube in relazione tra di loro.
Insediarsi nel Believing Cube significa coniugare la flessibilità delle piccole organizzazioni con le economie di scala tipiche delle grandi. Di qui la nostra partnership con ‘Uffici Arredati’.

Della classe imprenditoriali italiana si parla di mancanza di responsabilità sociale, di povertà morale e poca innovazione.Lei che gestisce e sviluppa progetti d’impresa cosa ne pensa dell’attuale classe imprenditoriale?
L’imprenditore italiano in cosa è carente?

Penso che vi siano ‘’eccellenze’’ che sono però nascoste dalla massa; la situazione in Italia è un po’ particolare.
L’Università attuale non forma l’imprenditore tipico italiano, bensì forma manager con un bagaglio tecnico applicabile in contesti di medio-grandi imprese.
L’ Italia invece è fatta di microimprese, piccole aziende con 3/4 dipendenti, i cui imprenditori hanno fatto sul campo il loro “Master in Business Administration”.
L’imprenditore italiano è un imprenditore che si rimbocca le maniche, operativo e pratico, che applica la creatività tutta italiana alla risoluzione dei problemi, ogni giorno.

L’impresa è l’oggettivazione delle capacità intellettuali e morali di chi l’ha creata, di chi la fa fiorire, di chi la governa.
Invece per lei, l’imprenditore è la propria azienda o ha la propria azienda?

E’ la propria azienda; io poi la vivo come estensione dei miei valori.Believing nasce infatti dopo un periodo di profonda riflessione, per questo mi è facile identificarmi in questo progetto.
Infatti è necessario che le persone conoscano il mio spirito,in modo da considerare positivamente poi le iniziative imprenditoriali che partono da Believing.
Personalmente a livello di impresa, mi ispiro a modelli che non sono italiani, come Stelios di Easyjet o Richard Branson di Virgin, che riuniscono al loro interno progetti imprenditoriali diversi fra loro, accomunati da una Brand che li rappresenta.

Ad un professionista come lei, non posso non chiedere se ha dei suggerimenti per il network di ‘Uffici Arredati’..

La grande possibilità con Uffici Arredati è aprire il mercato di coloro che sono mobile workers e delle micro-imprenditorialità che necessitano di spazi.Infatti se si riuscirà a far comprendere i vantaggi economici e relazionali che derivano dall’affidarsi ad un business center, si aprirà un mercato enorme. Quindi vedo come Uffici Arredati come portatore di soluzioni logistiche per le imprese.

27.11.07

La Silicon Valley premia 7 start-up italiane

Articolo tratto da "Il sole 24 ore"
Una "business plan competition" per far emergere sette idee italiane. Obiettivo: incontrare investitori e imprese della Silicon Valley per sviluppare la cultura imprenditoriale e, si spera, stimolare gli investimenti.
Sono questi gli obiettivi di Mind the Bridge, iniziativa ideata e proposta da Marco Marinucci, italiano, Executive for Strategic Partnerships and Content Acquisition di Google Inc., che ha ottenuto l'adesione di diverse associazioni attive nello sviluppo dell'imprenditoria e il supporto diretto di Ronald P. Spogli, Ambasciatore USA in Italia, che sul sito http://www.mindthebridge.org/ ha lasciato una sua testimonianza in video.
Non c'è un vero e proprio premio in denaro per le idee che verranno premiate, ma si sta costituendo un piccolo fondo per coprire le spese di viaggio in Silicon Valley agli imprenditori prescelti.
L'iniziativa offrirà anche supporto in termini di conoscenza, grazie a un piano di "mentorship".
Imprenditori e professionisti esperti, infatti, si metteranno a disposizione dei finalisti per aiutarli a migliorare le loro idee e le loro presentazioni, in prospettiva del tour in Silicon Valley.
I business plan devono essere presentati entro il 21 Dicembre 2007 tramite il sito http://www.mindthebridge.org/. L'Ambasciatore Spogli annuncerà i vincitori in un evento che si terrà in Silicon Valley il 10 gennaio 2008.

16.11.07

Che cosa è un incubatore d'impresa?

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Quando si parla di incubatori d'impresa è evidente che la definizione di cosa siano e come possono essere utili agli imprenditori è ancora ai più non chiara.

Proverò a chiarire allora l'argomento, utilizzando una sintesi della splendida spiegazione che si fa in questo post del blog http://www.blueberrypie.it/

"Gli incubatori sono aziende (o divisioni di aziende) che raccolgono le idee imprenditoriali stimate ad alto potenziale di ritorno economico, ma non ancora pronte per essere massicciamente finanziate.
Il concetto di incubatore è molto simile a quello di "laboratorio" o centro di ricerca, dove gli scienziati si impegnano ad analizzare, definire e interpretare la realtà sulla base di criteri rigorosi e coerenti.

Si parte da un'idea, si formula un'ipotesi e su di essa si imposta un'indagine speculativa o sperimentale, che dovrebbe confermarla o negarla.
Le probabilità che un'idea si trasformi in una scoperta scientifica rivoluzionaria, sono molto basse, ma vale comunque la pena sperimentare, poiché in caso di successo, i benefici ricompenseranno di tutti gli sforzi compiuti e faranno dimenticare i tentativi falliti.
Un team composto da managers qualificati accompagna l'imprenditore nella realizzazione della business idea.

Negli incubatori non lavorano scienziati, ma managers con elevate competenze in strategia aziendale, marketing, finanza, contabilità direzionale e soprattutto che condividono un profondo interesse per le imprese innovative.
Come gli scienziati che lavorano nei centri di ricerca, anche i managers, che operano all'interno di un incubatore, partono da un'idea, la studiano, la analizzano e la sperimentano.
L'obiettivo di un incubatore non è però effettuare una scoperta scientifica o identificare una nuova legge fisica, ma far nascere e crescere imprese ad alto tasso di sviluppo (tipicamente nei settori dell'informatica, delle biotecnologie, dei servizi del terziario avanzato).
Essi analizzano le idee di business per vagliarne la fattibilità tecnica, economica e finanziaria.
Se le idee supereranno questo primo esame, l'incubator si impegnerà a seguire le successive fasi di sviluppo dell'azienda per accelerare (da qui il nome di "acceleratori") il più possibile la crescita dell'impresa.
Gli incubatori, mettendo a disposizione degli imprenditori l'esperienza e la preparazione dei loro team di consulenti, consentono alle aziende di portare la propria attività in Rete in modo efficace e soprattutto veloce.

E' proprio la rapidità, con cui un'idea di business viene trasformata in una impresa, uno dei fattori che contraddistingue il successo degli incubatori.
Da un lato, chiunque ritiene di avere un'idea imprenditoriale vincente, attraverso e grazie agli incubatori, può avvicinarsi, senza grandi complicazioni, ai potenziali finanziatori.
Dall'altro, l'incubatore svolge una funzione selettiva delle idee, semplificando il lavoro di chi concede finanziamenti.

Avviare una impresa ad alo contenuto di innovazione comporta molti rischi a fronte di potenziali ricavi futuri molto elevati.
Chi effettua investimenti, specialmente nei settori della new economy e a maggior ragione finanziando 'startup', cioè aziende ancora in fase di lancio, non è sicuramente avverso al rischio, anzi...
Tuttavia gli investitori non sono nemmeno degli sprovveduti, disposti a concedere prestiti e capitali a chiunque si presenti con un'idea imprenditoriale!
Per gli investitori è, quindi, indispensabile:
valutare la proposta ricevuta o l'idea prospettata;
valutare l'imprenditore o il gruppo di imprenditori che si propongono;
individuare la portata del proprio ruolo nel progetto;
quantificare l'ammontare dell'investimento da effettuare. Purtroppo, gli investitori non dispongono delle competenze e della struttura organizzativa necessarie per effettuare questo tipo di indagine.

Nasce così l'esigenza di delegare questa attività ad una azienda, l'incubatore, che faccia anticamera ai progetti da finanziare, che sia in grado di rispondere alle tante richieste di investimento provenienti dal mercato e ne valuti l'affidabilità complessiva. "

puoi leggere l'articolo originale cliccando qui

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25.10.07

Sony sviluppa batterie allo zucchero


post tratto da Tecnomagazine

Sony ha dichiarato di aver sviluppato delle batterie a base di zucchero.
Attraverso una soluzione a base di glucosio la casa nipponica è in grado di generare l’elettricità necessaria per alimentare un lettore musicale con un paio di speaker.
L’involucro esterno di questo dispositivo è stato realizzato con plastica vegetale e misura 3.9 cm cubici.
L’energia generata, 50mW, viene prodotta dalla sintesi degli enzimi.
Gli elettroni e gli ioni di idrogeno estratti dalla soluzione di glucosio seguono due strade: gli ioni di idrogeno passano attraverso una membrana separatrice per giungere al catodo dove assorbono ossigeno dall’aria per produrre acqua come sottoprodotto.
Il settore logicamente è ancora in via di sviluppo, ma Sony ha fatto intendere che alla data di lancio non manca poi così molto, e chissà se magari per ricaricarle basteranno due cucchiani di zucchero come per il caffè!

8.10.07

La sveglia-cuscino per svegliarsi dolcemente


post tratto da Tecnomagazine


La sveglia è sempre un tormento e suona sempre immancabilmente troppo troppo presto. Una soluzione in embrione per un risveglio più soft era già stata proposta dal designer Meng Fandi con la sveglia vibrante ma ora ne hanno studiata un’altra ancora più soft e ugualmente efficace.
Per dare un’idea di quanto naturale sia il risveglio, basti pensare che si tratta di una sveglia-cuscino. Si imposta l’ora desiderata attraverso un’interfaccia molto semplice posta su un lato della stessa e poi si va a nanna. E dopo?
Il cuscino riconosce le varie fasi del sonno e si autoregola per cominciare a “suonare” 45 minuti prima dell’orario scelto. Da quei 45 minuti il cuscino comincerà ad emettere una lieve luminosità che diventerà sempre più intensa con l’avvicinarsi dell’ora di svegliarsi, simulando una vera aurora e portare l’organismo a prepararsi naturalmente al risveglio.
Grazie a questa tecnologia non invadente, è indicato per tutti, indipendentemente dal sonno più o meno profondo. Si tratta ancora di un concept purtroppo e non si sa quando vedrà la luce (è proprio il caso di dirlo) in Europa.

6.10.07

European Venture Contest, i Venture Capitalist cercano aziende da premiare

L'European Venture Contest è la competizione a livello europeo rivolta a imprese technology based ad alto potenziale di sviluppo alla ricerca di investitori e/o partner industriali.
Inaugurata lo scorso anno, EVC è ora nuovamente in cerca di giovani e promettenti imprese tecnologiche
L’evento si terrà a Torino il 18 e 19 ottobre 2007 presso la nuova sede di I3P nella Cittadella Politecnica .
A questo indirizzo maggiori informazioni
http://www.iban.it/ftp/eventi/evc_2007_torinowireless.pdf

28.9.07

Spiriti pugliesi bollenti..di creatività








Quanta creatività giovanile c’è in Puglia? È molta? È poca?

Sicuramente è diffusa, nascosta, scollegata.
Non resta che invitare, in un certo posto e in un dato momento, chi si occupa di creatività.

E vedere che succede.
Non sarà una conferenza.

COSA E’ ALLORA?
Un BarCamp, o non-conferenza (unconference), è un incontro nel quale i relatori e i temi trattati sono definiti dai partecipanti e non prestabiliti in anticipo dagli organizzatori.
Oggi si organizzano BarCamp in Italia e in ogni parte del mondo.

Solitamente si parla di web 2.0, culture digitali e nuovi media.

COME FUNZIONA?
La Prima Regola del BarCamp: "Nessuno Spettatore, solo Partecipanti".

DOVE E QUANDO?
Bari, 28 settembre 2007

Monastero di Santa Scolastica a Bari Vecchia (CONFERMATO!).

Orario (in linea di massima, confermato): 18.00 – 2 di notte.
Magari in maglietta rossa.

Siamo tutti monaci buddisti birmani!

Noi ci saremo!

24.9.07

Google mette i dipendenti a pedalare














Google si conferma azienda attentissima alle condizioni fisiche dei suoi dipendenti, dopo il post dedicato alle piscine d'allenamento che i dipendenti del Google Plex hanno a disposizione, ecco un'altra bella iniziativa per incentivare tutti i dipendenti ad arrivare al lavoro in bicicletta o addirittura roller-blade, forti !!
Una bella iniziativa che Google sta sostenendo in tutto il mondo per sensibilizzare i propri dipendenti verso un atteggiamento più rispettoso dell'ambiente.
Come funziona? In pratica è stato chiesto di trovare un mezzo di trasporto alternativo ed ecologico per venire in ufficio. I più temerari si sono presentati in roller-blade, altri ne hanno approfittato per venire a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici.
Ma questa giornata speciale non poteva finire così.
Ciascun dipendente di Google Europa ha ricevuto una grande sorpresa.
All'arrivo in ufficio hanno trovato su ogni singolo desk un casco brandizzato Google e un invito a visitare un sito Internet dove poter ordinare, all'interno di un catalogo di biciclette rigorosamente Google branded, quella che più li piaceva. Un bel regalo che la società ha fatto loro per festeggiare sia la primavera che il "Global Alternative Transportation Day".
Non resta che mettersi in sella e... pedalare.

articolo tratto da Fitnessblog.it

2.9.07

Update: La rivoluzione delle microimprese 2.0: monetizzare gli asset esistenti

Internet sta creando una nuova generazione di (micro) imprenditori. Ne avevamo già parlato in questo articolo, ricordate?
Ad alcuni di questi nuovi imprenditori non è richiesto di produrre o creare nulla: semplicemente possono guadagnare dalla vendita dei loro asset intangibili: competenze, esperienze, conoscenze.
Ed è su quest'ultimo asset che si basano i programmi di affiliation marketing online:
Prendiamo il caso di un portale in italiano: Paytip

"Ti è sicuramente capitato di consigliare a un amico o a un conoscente un prodotto visti su Internet. Ora, grazie a payTyp, con i tuoi consigli potrai anche guadagnare. Se trovi un prodotto che può interessare un amico, mandagli il link con payTip. Forse sei esperto di una determinata categoria di prodotti o servizi, e vorresti raccomandare ad altri le offerte migliori? Ogni consiglio andato a buon fine può farti guadagnare. Segnala anche un solo prodotto e riceverai un compenso per l'acquisto effettuato grazie alla tua email. Bastano un indirizzo email e un conto corrente bancario. Registrazione al servizio e invio di consigli via email sono gratuiti"

Attendo i vostri commenti.

27.8.07

Internet “non funziona”? Le 6 regole per creare un sito aziendale di successo.

E’ allucinante il numero delle persone che si lamentano del fatto che Internet “non funziona” a causa degli scarsi risultati del proprio sito web.
Molto (troppo) spesso questo avviene perché, chi realizza il sito, vede la presenza online di una impresa più come la copia online di una brochure, che come qualcosa di dinamico e interattivo.

Vediamo di migliorare le cose. Allora:

1. Dal punto di vista dei visitatori, il sito della tua azienda è la tua azienda. Che è fatta di persone, non solo prodotti. Questo è il motivo per cui i visitatori si aspettano di trovare un sito fatto di persone, vita e dialogo. Non solo prodotti.

Inizia a pensare come i tuoi visitatori. Il sito della tua azienda è la tua azienda. Una FAMIGLIA fatta di PERSONE con le quali i visitatori aspettano di entrare in contatto per un apporto di affari.

2. I tuoi potenziali nuovi clienti non dimenticano e non perdonano. Loro usano il tuo sito per vedere se fa al caso loro. Se non è così, non hanno nessun motivo di tornare una seconda volta.

Sviluppa il sito in funzione dei nuovi visitatori. Ricorda che il tuo sito ha l’opportunità di UNA SOLA VISITA sulla quale poter contare per suscitare l’interesse del visitatore.

3. Il sito ha l’unica funzione di creare una relazione fra i tuoi potenziali clienti e i membri della tua azienda
Inizia a pensare alla vera funzione del tuo sito web. Deve essere un catalizzatore di opportunità, in grado di creare una piacevole comunicazione d’affari tra te e i tuoi clienti.

4. Al bando le home page introduttive complesse e pesanti.
Presenta chi è e cosa fa l’azienda mettendo una pagina di benvenuto da parte di un membro (o di un gruppo, nel caso punti a creare una community) rappresentativo dell’azienda al posto della home page tradizionale. Decidi a chi affidare il compito di “ambasciatore” della tua impresa, comunicando con lo stile che più la contraddistingue. Usa una sua foto per dare il benvenuto personalmente a ciascun nuovo visitatore

Crea un sito fatto da persone per le persone!

5. Le visite da parte di nuovi visitatori mediamente durano meno di un minuto, questo perché:
- hanno poco tempo da perdere e vogliono trovare subito ciò di cui hanno bisogno
- Mentre navigano sul tuo sito, lo stanno facendo contemporaneamente su altri tre tuoi concorrenti
- se trovano ciò che gli interessa, non perdono altro tempo nei dettagli, ma vanno alla ricerca di un contatto diretto con la tua impresa

Dimenticati dello stile da brochure, sii essenziale, snellisci le pagine rimuovendo le parole in eccesso.

6. Crea un “tour del sito” da 1 minuto.


Queste sono le 5 fasi da seguire per creare un sito web efficace:
1. Pagina di benvenuto
2. Chi Sei, cosa offri, perché dovrebbe interessare al visitatore (la reason why)
(A questo punto, se avrai suscitato sufficiente interesse del visitatore, sei pronto a comunicargli:)
3. Cosa vendi
Prodotto/servizio/business unit A
Prodotto/servizio/business unit B
Prodotto/servizio/business unit C
Prodotto/servizio/business unit D

Ogni prodotto riporta ad un link, nel quale il visitatore troverà una presentazione approfondita del prodotto, servizio o business unit.

4. Nel testo di ogni presentazione e al termine, potrai inserire un link alla sezione “contattaci” e “come prenotare”

spiega in pochi semplici passi, “come funziona”

L’obiettivo è facilitare la comunicazione con il visitatore e concludere la vendita, quindi quanti più canali creiamo, tanto più diminuiscono le possibilità di interrompere la navigazione e aumentiamo invece le possibilità di continuare il dialogo.

A questo punto, il cliente avrà a disposizione vari strumenti per interagire con noi:

Telefono
Email
Fax
Indirizzo postale
Chat (!)
Forum (!!!)

5. Invita all’azione.
Lascia che a questo punto ogni persona con il compito di “ambasciatore” dell’azienda, di un prodotto o business unit abbia la propria pagina personale di presentazione per iniziare un dialogo con il visitatore.

Chi pensava che Internet “non funziona” spero adesso si sia ricreduto…

2.8.07

Come trovare e sviluppare una idea d'impresa dal forte potenziale? Il metodo Believing - 1° parte

E’ abbastanza evidente che non e’ facilissimo riassumere tutte le operazioni che faccio per stabilire se una startup può essere veramente ad alto potenziale.
Pero’ adesso ci provo. Sintetizzo. Usero’ come esempio un progetto su cui stiamo lavorando al Believing.
Cosi’ capirete perche’ l’ho scelto e perchè continuo a pensare che possa fare molto bene.

Fase 1: lo avvistiamo.
Come nel birdwatching, la prima cosa che faccio e’ individuare un'idea iniziale su cui lavorare.
Scelgo un business perche’ penso che possa crescere non solo a breve termine, ma soprattutto a medio e a lungo.
Molti di voi vogliono sapere dove trovo io le informazioni che uso per le mie analisi e riflessioni. Le trovo dappertutto sulla Rete e fuori.
Per avere idee ci sono un sacco di modi. In generale quello che funziona meglio e’ un mix di informazione incrociata e diriflessione strategica: per l’informazione i siti giusti sono moltissimi. Dai siti di cool hunting come http://www.springwise.com/ ai portali di informazione come http://www.entrepreneur.com/ ai blog come http://www.startupnation.com./
La fregatura è che sono tutti rigorosamente in lingua inglese.
Il mio sforzo e’ e sara’ quello di darvi tutto quello che ritengo importante,
utile e interessante direttamente in italiano sul blog http://www.futuroalleideedelfuturo.it/.
In generale uso parecchio le riviste più “ispiratrici”: tra tutte Wired, Fast Company, Business 2.0 e Red Herring. La rivista italiana Millionaire non è male, ma non mi aspetto di trovare lì l’idea per un business rivoluzionario.
Ma come si avvista una idea all’interno di settori che spesso ne contengono decine o centinaia? Beh, inizialmente le caratteristicheda tenere in considerazione sono:
1 Curiosita’: una idea di cui si parla, che i media coprono molto;
2 Tecnologia: una idea che sembra avere vantaggi competitivi notevoli;
3 Dimensione: non cercatevi settori troppo piccoli.

Fase 2: lo seguiamo
Bene, sul sito http://www.springwise.com/ si parla di un innovativo modello di business center destinato ai mobile workers. L’articolo si intitola “Being space for mobile warriors”.http://www.springwise.com/lifestyle_leisure/being_space_for_mobile_warrior/

L’articolo accenna anche ad una impresa che si occupa di assistenza informatica a domicilio, e si chiama Nerds on site. Mi incuriosisce. Vado sul sito. La cosa inizia a stuzzicarmi. Dopo la fase di avvistamento DEVE seguire una fase dimonitoraggio. Bisogna seguire questa societa’. Fare una ricerca su Google per creare una rassegna stampa personale. Nel frattempo cominciamo ad analizzarla.
Quindi la fase 2 e’ composta di due fasettine:
a) Watchlist: inseriamo l’idea in un portafoglio simulato: il portafoglio dell’innovazione di Believing (per saperne di più su cosa è il portafoglio dell’innovazione puoi leggere l’articolo: Come nascono le idee vincenti?);
b) Analisi preliminare: cominciamo a verificare alcuni elementi.

Per quanto tempo si deve seguire una idea prima di investire?
Un periodo preciso ovviamente non esiste. Diciamo fino a quando non avete tutti gli elementi che vi servono. Io, come sapete,preferisco individuare delle idee che abbiamo caratteristiche per un investimento a medio/lungo termine. Per scovare questi ‘vincitori’ di solito mi prendo diversi mesi dall’avvistamento.
Se sono davvero vincitori non c’e’ fretta.
Mentre la idea frigge nel portafoglio dell’innovazione, cominciamo l’analisi preliminare e vediamo se l’idea e il modello di business di Nerds on site regge questo primo zoom.
A questo punto inizia l’approfondimento di settore.
Caspita, mi rendo conto che Nerds on site non è il solo al mondo che offre assistenza informatica a domicilio di alto livello e con ottimi risultati: ci sono anche Geeks on Call, Computer Assistance. A questo punto…tadà! scopro il leader indiscusso di mercato: l’americana Geek squad.
Provate a capire da soli (le risposte in questa pagina ci sono tutte) se queste aziende rispondono SI a queste prime tre domande:
1 Sono sul podio nei loro settori? Oro, argento o bronzo.
2 Hanno dei chiari vantaggi tecnologici o di altro genere?
3 I settori nei quali operano sono di massa e continueranno ad esserlo?
Diciamo che queste aziende si siano beccate 3 SI e andiamo avanti.
In qualche caso bastano anche 2 SI per proseguire l’esplorazione.
Un solo SI puo’ farvi venire voglia di tenerle comunque d’occhio.
Per oggi basta.
A breve online le prossime 2 fasi.

29.7.07

Quando la frutta è in franchising


Dopo le affiliazioni per l'abbigliamento, l'informatica, le profumerie, perché non provarci con le “frutterie”?

Ti stuzzica l’idea? Rivolgiti al Believing Lab: dalla fase di sviluppo dell'idea fino al termine del periodo di start-up, siamo pronti a supportare gli imprenditori (e le idee) vincenti.


Chi non ha grandi risparmi da investire, e vuole iniziare un'attività può affacciarsi al mondo del "franchising" (letteralmente affiliazione) per inserire un negozio in reti di vendita già affermate assumendone il marchio, l'immagine, i comuni arredamenti, le merceologie, gli indirizzi commerciali quindi pure prezzi e margini di guadagno.
Le tipologie di "franchising" esistenti ad oggi sono molte: dall'abbigliamento ai centri di abbronzatura ai fast food ai servizi di spedizioni – ma a ben guardare ci sono ancora diverse attività nelle quali non si sono ancora sviluppate reti di affiliazione rilevanti, lasciando ampi spazi di crescita e di sviluppo agli imprenditori che vogliano intraprendere questo canale di vendita. Una di queste attività è l’ortofrutta.
Un commerciante all'ingrosso di Roma ha virtualmente “aperto” la strada: il franchising della frutta. "Avevo già aperto cinque punti di vendita al dettaglio– e con la possibilità/necessità di espandere ulteriormente la rete dei miei esercizi iniziavo a scontare il problema di come riuscirli a gestire tutti insieme e senza, ovviamente, scaricare sulle mie aziende commerciali all'ingrosso la relativa mancanza di tempo. Il problema rischiava di diventare grave, perché se non riesci a fare fronte alle esigenze di giusto dimensionamento di una rete di vendita puoi andare incontro a gravi conseguenze". "Alla fine– ho pensato di proporre a quelli che fino ad allora erano stati i miei dipendenti più esperti e capaci di gestire i negozi nei quali lavoravano attraverso una formula, diciamo, un po' a metà via tra quella di un titolare-imprenditore e quella di un incaricato o di un capocommesso, ovviamente molto meno responsabilizzato nella gestione diretta". Di qui, la nascita delle frutterie affiliate al "franchising" " Ad oggi – sono già sette i negozi di ortofrutta che a Roma portano questo marchio. Ma ben presto ce ne saranno altre 19, attualmente in via di affiliazione una dopo l'altra".
I vantaggi del sistema di affiliazione commerciale sono anche legate all’installazione di tecnologie comuni, che difficilmente un singolo fruttivendolo potrebbe avere, visto il costo e la formazione necessaria: un computer all'interno di ognuna delle frutterie messo in rete permettere una visualizzazione puntuale e precisa dei flussi in arrivo dalle aziende e in uscita, i prezzi in tempo reale e un sistema per ordinare con massima tempestività quello che serve per via telematica, cioè attraverso il web.
Il progetto in franchising strizza l'occhio anche ai supermercati, ai quali propone un suo punto vendita all'interno delle loro grandi superfici con una gestione e un personale altamente specializzato. Il successo e lo sviluppo di tale iniziative – è anche legato alle convenzioni con gli Istituti di Credito, che dovranno creare finanziamenti mirati per chi vuol intraprendere questa strada.
Ti stuzzica l’idea?
Rivolgiti al Believing Lab: dalla fase di sviluppo dell'idea imprenditoriale fino al termine del periodo di start-up, siamo pronti a supportare gli imprenditori (e le idee) vincenti.
In questa Noi ci stiamo credendo.

26.7.07

Business Angel italiano nel cuore della Puglia: intervista a Gianfranco sul portale Marketing Arena


Gli amici di Marketing Arena ci hanno chiesto un' intervista che presenta Believing e i Business Angels in Italia. Potete trovarla cliccando qui.

Un doveroso Grazie a Luca Dalla Villa.

L'articolo è stato ripreso anche da Business Online

18.7.07

La rivoluzione dell'ufficio flessibile


Avete una buona idea per mettervi in proprio, ma le spese iniziali vi spaventano? Infatti, affittare stabilmente un ufficio, arredarlo e magari assumere anche una segretaria è piuttosto costoso. Ma c’è un’alternativa: l’ufficio a tempo. E' secondo questa logica che è stato pensato e sviluppato il Believing Cube, l'incubatore d'impresa di Believing. 1200mq di uffici arredati, sale riunioni e servizi logistici, pronti ad ospitare liberi professionisti e piccole imprese in un ambiente di lavoro aperto alla creatività e alla innovazione. A disposizione anche per poche ore al giorno o per una settimana o per un mese, è già pronto per essere utilizzato perché dentro c’è tutto: mobili funzionali e di classe, sale riunioni, telefono, fax, pc, scanner, fotocopiatrice a colori e il supporto di una segretaria. Inoltre vi offre tutto il personale di cui un imprenditore o libero professionista può avere bisogno, dall’interprete all’assistente informatico. Esiste persino la possibilità di noleggiare un ufficio virtuale, cioè un insieme di servizi che comprende l’indirizzo commerciale e telematico, una segretaria online che risponde alle chiamate dei clienti con messaggi personalizzati: il tutto in un'unica tariffa, in genere a prezzi ridotti dal 30 al 60% della spesa media per un affitto tradizionale, questo per via delle economie di scala (infatti la segretaria, le attrezzature tecnologiche, gli spazi di servizio vengono condivisi da tutti gli utenti, a differenza degli uffici tradizionali, e questo genera importanti economie). Quindi, così come è avvenuto in Inghilterra o negli Usa, dove già hanno preso piede, gli uffici flessibili stanno per diventare anche in Italia gli spazi di riferimento nei quali far nascere e crescere la propria impresa.

Date anche un'occhiata su http://www.aniur.it/, il sito dell'Associazione Italiana Uffici Residence, a http://www.ufficiarredati.it/, che raccoglie in un unico portale i servizi di diversi Business Center da tutta Italia e a http://www.bestideas.it/ di Pescara, uno tra i business center più innovativi d'Italia ;-)

15.7.07

Come far sopravvivere (prima) e sviluppare (dopo) la propria startup nel 21° secolo: pensieri, esempi pratici e riflessioni.


Fare impresa nel 2007 significa essere:
1) Intelligenti
2) Veloci.
Prima di tutto.

I primi mesi di vita di una nuova impresa sono simili ai primi nanosecondi dalla nascita di una stella.
Qualunque cosa accada in questo breve periodo, determinerà la sua traiettoria permanente.
Le armi che l'imprenditore di oggi ha a disposizione sono l'intelligenza e la velocità, non con quanto denaro si parte.
Le nuove imprese non richiedono gli stessi elevati capitali iniziali delle aziende di una volta, sostanzialmente perchè risorse un tempo appannaggio delle multinazionali (dai software di Crm a quelli di video editing, dalla pubblicità globale alla ricerca globale dei talenti) sono adesso alla portata di mano delle microimprese più scaltre.
Nella economia della conoscenza la velocità e l'intelligenza sono le vere armi con le quali competere, e che determinano il risultato finale.
Il principio dell'economia di scala - cioè maggior grandezza di una impresa uguale minori costi di produzione per unità- non si può applicare alle imprese basate sulla conoscenza.
Per intelligenza, intendo l'abilità di assemblare il giusto gruppo di talenti creativi.
Quelle persone che sono in grado di iniettare nell’impresa nuovi valori aggiunti, nuovi vantaggi competitivi insieme ad una superba strategia di sviluppo, al punto da far pensare al cliente :
"Caspita, questo è meglio!" e alla concorrenza: "Ora che facciamo?"
Per velocità intendo non solo l'abilità di muoversi velocemente, sebbene l'abilità di muoversi velocemente è il suo risultato finale.
La velocità intesa come l'abilità di operare senza fare errori.
Ed in questo la conoscenza condivisa di competenze per lo startup che c’è in Believing, è sorprendente: fa sì che si evitino così tanti errori che in 3 mesi si possono realizzare cose che normalmente altre start-up farebbero in 8.
La maggior parte del tempo è risparmiato in quanto le società incubate non devono partire dalla linea di partenza come le altre, ma sfruttano le esperienze, i database, le relazioni, le infrastrutture tecniche (hardware, software, spazi di lavoro attrezzati) delle precedenti start-up incubate.
Non sono solo i soldi risparmiati il grosso del vantaggio: infatti, si può ottenere più denaro, ma non si può avere più tempo.
In un mercato della corsa all'oro, dove ci sono scommesse da vincere, uno o due mesi possono fare la differenza.
Non puoi perdere tempo.
Lo staff centrale del Believing si comporta come una pit crew che mette dolcemente le società su pista e le conduce velocemente al traguardo del mercato.
È proprio come premere sul pedale dell'acceleratore.
E poi le società Believing condividono talenti e conoscenze di un calibro che non potrebbe essere raggiunto da singole società.
Le imprese incubate condividono server, linee telefoniche digitali ad alta velocità, servizi legali e contabili, contatti "privilegiati".
Sto cercando di scomporre in fattori tutti i comuni problemi negli affari e risolverli con il Believing e lasciare alle singole imprese solo ciò che è strettamente connesso ai loro business.
C'è un ulteriore ed importantissimo aspetto da considerare: una affiliazione al Believing fa sì che i finanziatori siano assicurati sulla bontà del business intrapreso.
Infatti, se ci si rivolge come imprenditori individuali a banche o a finanziatori, questi potrebbero obiettare: "Chi sei tu, e perchè dovremmo ascoltarti o finanziarti?".
Molto spesso mi chiedono: "Gianfranco, perchè non fai confluire tutte le start-up in una unica azienda?
Li rispondo che non lo faccio perché sarebbe una diseconomia di scala.
Mi spiego meglio: quando l'essenza di una impresa sta nella creatività e nella libertà di seguire il proprio core business, il miglior modo di motivare i manager è dare loro il controllo e scommettere in essa.
Mischiare tutto in una sola pentola, offusca gli obiettivi e affievolisce il mordente.
Si ottiene molto di più dai propri collaboratori se vanno a lavorare ogni giorno sapendo che i risultati dipendono da loro e che la loro remunerazione dipende da tali risultati.
Infatti, gli amministratori con responsabilità individuale producono di più, sia per gli investitori che per loro stessi, che sotto il grande ombrello di una grande società.
Quindi, perchè non sviluppare Believing come un'organizzazione che sfrutta sia la forza di una grande società che l'agilità di una piccola?

7.7.07

Il talento è globale, il business è globale: risorse gratis per il business





A corto di personale? Qualora avessi bisogno di assumere qualcuno, www.infojobs.it si distingue dagli altri portali per la ricerca di personale perchè è....gratis!


Questo vale per il servizio base di inserzione degli annunci. Infojobs non è solo tra i migliori strumenti di ricerca di personale, per qualità e quantità degli annunci, il risparmio, in termini economici, rispetto alle soluzioni tradizionali, è impressionante. Per gli stessi servizi, gli altri portali o agenzie di ricerca del personale di solito fanno pagare non meno di 500 (cinquecento) euro per annuncio.


Allo stesso tempo, queste ricerche a costo zero aprono la strada anche alle microimprese al cosiddetto employer branding, cioè al posizionamento della marca nei confronti dei potenziali collaboratori....finora questo era uno strumento appannaggio esclusivo delle grandi aziende, dati i costi elevati.




Se invece come liberi professionisti si desidera proporre i propri servizi di consulenza, portali come www.consulteque.com, www.pajamanation.com, www.espertidi.it, www.consultime.it e www.lavoricreativi.com mettono a disposizione una vetrina virtuale nella quale presentare le proprie attività.


Per stringere relazioni e trovare potenziali partners, finanziatori, colleghi, imprenditori o personale dipendente, sono nati (per chi ancora non li conoscesse) i siti di social networking (gratuiti nelle versioni base) come http://www.linkedin.com/ http://www.ecademy.com/ e http://www.xing.com/

4.7.07

Marketing e comunicazione low budget - Per gli spot video ora c’è il fai da te

Bando alle produzioni video fatte ad opera d’arte, alle agenzie pubblicitarie, ai media planner, ai registi, ai produttori di video, alle concessionarie di pubblicità e ai loro venditori! La diversità degli attori coinvolti nel processo tradizionale di creazione di uno spot video e di conseguenza i costi da sopportare, rendono incompatibili la microimpresa con la pubblcità televisiva. Almeno fino ad ora.Una nuova opportunità viene offerta per le microimprese e per i professionisti che desiderino realizzare un loro spot video o una presentazione multimediale delle loro attività , pur non disponendo di grandi risorse economiche.Grazie a internet è infatti diventato possibile crearsi una campagna da soli e, soprattutto, low budget. In pratica, basta collegarsi ad un sito per selezionare le scene in archivio e con pochi click realizzare il proprio spot. Si chiamano , Visible World (http://www.visibleworld.com/), Spot Runner (http://www.spotrunner.com/), Spotzer (http://www.spotzer.com/), Zimmerman Advertising (http://www.zadv.com/).Questi servizi, oltre ad essere accessibili tramite web, sono facili da utilizzare, poiché sono stati automatizzati i processi per la creazione degli spot televisivi, media planning e buying compresi”. Il costo? Si parte da 1.500 dollari.

1.7.07

Come realizzare in casa un film ispirato a Guerre Stellari, in meno di due anni, con Sergio Muniz come attore protagonista, spendendo solo 7000 euro?





“Dark Resurrection” è una produzione cinematografica indipendente italiana.
Per realizzare questo mediometraggio sono stati usati software e attrezzature video teoricamente alla portata di tutti.
In tutto questo, emerge il grande talento di Angelo Licata, dentista di professione, nel creare imprese partendo da budget zero. Fondamentale è stata la capacità di coinvolgere tutti, dagli attori alle comparse, a costo zero. In che modo? La più grande ricompensa, in casi come questi, è far parte di qualcosa di estremamente coinvolgente, appagante.
Di qui l'effetto virale che sta vivendo questo progetto.
Dark Resurrection ha visto la collaborazione di alcuni produttori italiani di effetti visivi e sonori e la partecipazione di svariati personaggi pubblici, tra cui Sergio Muniz.
Il risultato, come potete vedere dal trailer, è STRA-ORDINARIO.
Il film intero si può guardare gratuitamente in videostreaming all'indirizzo http://www.darkresurrection.com/

29.6.07

La rivoluzione delle microimprese


E’ un segmento in forte ascesa quello delle microimprenditorialità.

Soprattutto se si leggono le cifre di un mercato che solo in Italia conta un “esercito” di 4 milioni di microimprese. Quelle imprese, per intenderci, che sono costituite dall'imprenditore e/o professionista con al massimo 3 dipendenti (ma di solito ce n'è solo uno, il titolare, appunto). Tra di loro ci sono anche imprenditori part time, e-mprenditori, professionisti di Ebay, bloggers. E’ un mercato che utilizza, sempre secondo stime Istat, per il 94% Internet per acquisti online e soprattutto utilizza il web (circa il 47%) per le informazioni economiche e finanziarie. E usa anche servizi come quelli messi a disposizione dalle Camere di Commercio, come la firma digitale per firmare e il deposito dei bilanci, la parteciapzione ai bandi e così via.

Questo mega trend si manifesta giorno dopo giorno. Che cosa spinge verso questa tendenza?
I motivi sono diversi:

1. Il potere di una multinazionale alla portata dei singoli imprenditori
Le risorse un tempo esclusivo appannaggio delle multinazionali, dai software di Crm all’accesso ai marketplaces alla ricerca dei talenti, sono adesso alla portata di mano di singoli (brillanti) imprenditori. Tra i consumatori c’è chi sta capendo che oltre ad essere consumatori nella equazione capitalistica, può anche guadagnare qualche euro facendo impresa, vendendo, commerciando in prima persona.
2. L’aspirazione di diventare imprenditori di sè stessi
Se pur per poche ore al giorno, molta gente è spinta verso questa nuova tendenza dal senso di maggiore indipendenza e controllo della propria vita che l’essere imprenditore comporta.
3. Fare impresa è chic
Sono passati i tempi in cui fare impresa significava aprire un piccolo negozio o creare attività di import export. C’è un esplosione di innovative idee imprenditoriali, sia online che offline. La microimpresa può realmente essere chic, permettendo di pensare in grande e implementare in piccolo.
4. Flessibilità strategica 1: Mobilità estrema
Prevale sempre più il concetto che “il lavoro è ciò che si fa e non il luogo in cui si va”. Telefonia mobile di terza generazione, pc portatiLi sempre più avanzati, adozione diffusa di reti wireless anche gratuite, (leggi il progetto www.fon.com), sono le tre facce di un fenomeno che si rispecchia sempre più in un'unica tendenza, quella della Mobility.
5. Flessibilità strategica 2: Pochi rischi e poca esperienza richiesti.
I rischi, le competenze necessarie e gli sforzi che un microimprenditore deve sopportare per creare la sua azienda non sono comparabili con chi deve mettere su un’attività tradizionale, in primis per i costi di struttura, che sono quasi pari allo zero.
6. Soddisfare il bisogno dell’inusuale
I microimprenditori offrono qualcosa di differente, speciale, personalizzato, non abbastanza profittevole per essere commercializzabile dalle grandi aziende. E’ il miracolo della teoria della coda lunga.

24.6.07

L'easy business di Stelios










E' partito creando una linea aerea low cost (easyjet), rompendo il mercato. Ha continuato con easyinternetcafè, easyhotel, easycruise, easypizza.....E' uno degli imprenditori seriali più prolifici del Regno Unito, secondo forse soltanto al suo "maestro" sir Richard Branson. Stelios Haji Ioannou fonda tutti i suoi business con una idea alla base: i prezzi offerti dalle sue società devono essere inferiori a quanto la gente è abituata a pagare. «Quello dello spendere meno è linguaggio universale - sostiene -; pagare meno è una cosa che dà molta soddisfazione. Per offrire qualcosa a prezzo più basso talvolta basta concepirla in modo intelligente, senza compromettere la qualità».
Easy è il low cost elevato a filosofia di business. Il mercato, finora, gli ha dato ragione.
Chi porterà questa idea di business in Italia?
Per maggiori informazioni http://www.easy.com/

20.6.07

Produttori di vino senza cantina?

Si può grazie al servizio offerto da un’azienda americana. Per quelle persone che vogliono perseguire il sogno di essere produttori di vino.

















Non è un controsenso, ma un nuovo modello di business. Crushpad è un’azienda vinicola all'avanguardia che ha lanciato un servizio grazie al quale un appassionato qualsiasi può produrre il proprio vino – scegliendo uve, tecniche di produzione e via dicendo, tra quelle disponibili in azienda. Forte di una base di qualche migliaia di clienti, Crushpad ora estende la propria offerta offrendo il servizio Crushpad Commerce In parole povere, loro pensano a tutte le scocciature – produzione, logistica, distribuzione e via dicendo - e chi si iscrive al servizio può tranquillamente sbizzarrirsi con la parte più creativa: creazione del brand, design delle etichette, realizzazione del sito internet e via dicendo. Il business model che propongono ha dimensione “regolabile”, nel senso che è adatto a produzioni che vanno dalle 50 alle 1000 casse per anno.
L'esempio di Crushpad dimostra come un'idea può innovare un mercato maturo e competitivo come quello vitivinicolo. Se sei interessato a sviluppare in Italia questa idea, contattaci. Siamo pronti a portarla avanti assieme a te.

Website: http://www.crushpadwine.com/

17.6.07

L'ora dello spuntino?

L'alimentazione dei bambini è spesso argomento al centro di accese discussioni in tutto il mondo. Patatine e merendine sono sempre più consumati anche per via della presenza nelle scuole di distributori automatici, di conseguenza cresce il problema della obesità infantile. C'è quindi una forte richiesta, da parte dei genitori in primis, di eliminare il cibo spazzatura a favore di alimenti sani e nutrienti.

Alcuni imprenditori visionari hanno dato una risposta a questa necessità, offrendo allo stesso tempo ai bambini cibi gradevoli per il palato e anche alla vista: Lunch4Kids ed Health E-Lunch Kids, sono due siti che offrono delle scatole che ricordano moltissimo l'Happy Meal di Mc Donald's, che contengono uno spuntino completo: un panino, una bibita (a base di latte o di succo di frutta), una porzione di frutta e uno snack (yogurt o biscotto). I genitori possono ordinare online, indicare ciò che i loro bambini non gradiscono e ciò a cui sono allergici. I lunchbox sono consegnati alle scuole aderenti tutte le mattine, e la fattura inviata direttamente ai genitori. Ciò rende le cose più semplici per le scuole e per i genitori: niente cibi da conservare o preparare.

E i bambini? Non sono solo i genitori e le scuole a gradire questo concept, ma i bambini che lo hanno provato, non vedono l'ora che arrivi..l'ora dello spuntino!

Website:


http://www.lunch4kids.com/


http://www.healthelunchkids.com/

16.6.07

Sognando California

In videoconferenza dalla Silicon Valley, il webcast "START UP E VENTURE CAPITAL" con Enzo Torresi, uno dei maggiori esperti internazionali di Venture Capital tecnologici.
Buona Visione!
MPEG
Windows Media Player


tratto da Biconline

29.5.07

Come nascono le idee vincenti?

'La volontà nel perseverare rappresenta sovente la differenza tra fallimento e successo'David Sarnoff



Oggi vi parlerò del ruolo chiave che ha per Believing "Il portafoglio dell’innovazione", lo strumento di incubazione delle idee dal maggior potenziale.



La possibilità che un'azienda ha di creare innovazione e quindi nuova ricchezza è direttamente proporzionale al numero di idee portate avanti e al numero di esperimenti avviati.



So che molti di voi si stanno chiedendo: 'Beh, Gianfranco ha senz'altro ragione, ma come è possibile portare tutto questo nel concreto, nella vita di tutti giorni, e soprattutto nel nostro contesto aziendale?''



Un cammino di 1000 chilometri inizia con il primo passo......"



Voglio parlarvi di come all’interno di Believing, siamo riusciti nel mettere in pratica in questo ardito quanto ambizioso obiettivo.
1) Innanzitutto, pensiamo alle fasi di un esperimento di business nascente come se fosse un opzione sul futuro. Queste “opzioni” le facciamo confluire all’interno di un portafoglio virtuale che chiamiamo “il portafoglio dell’innovazione”.

2) Il portafoglio dell’innovazione consta di tre distinti settori.

Il primo è quello delle IDEE, vale a dire dei nuovi concetti di business, credibili ma non ancora sottoposti a verifica.

Il secondo è quello degli ESPERIMENTI. Le idee particolarmente meritevoli passano nel portafoglio degli esperimenti, quando, dopo le prime verifiche, manifestano degli evidenti possibilità di successo. In questa fase diventano progetti di impresa veri e propri in 3-5 settimane, attraverso incursioni a basso costo sul mercato. Di solito il progtto in questa fase ha la icitura "In fase Beta" ad indicare che ci sono "lavori in corso". e' un'ottima idea che ci permette di sperimentare e i cambiare in corsa, senzaripercussioni sul nostro Brand.

Terzo, il portafoglio delle nuove VENTURE o INIZIATIVE.

Qui, l’obiettivo è quello di cominciare a scalare verso l’alto l’idea originale.
3) I progetti di Believing vengono considerati come un portafoglio di business, applicando la logica dell’investimento di portafoglio ai progetti incubati, minimizzando in questo modo il rischio, diversificando gli investimenti e allo stesso tempo sfruttando le sinergie.

4) Non ci si aspetta che ogni nuova idea o esperimento generi una fortuna.
Le nuove e spettacolari opportunità raramente si presentano come scommesse sicure al 90 percento. Ecco perché è importante distinguere un’idea o un esperimento da un venture o da un business pienamente sviluppato.

17.5.07

Costituire una nuova impresa: dal 3 aprile 2007 è più agevole creare una società

L'Unione Europea ha invitato tutti gli Stati membri a creare uno sportello unico per l'avvio di un'impresa. L'Italia ha risposto a questo invito con il Decreto Bersani che ha introdotto un nuovo modello di comunicazione unica per la nascita dell'impresa e per le modificazioni e la cessazione della stessa.

Su richiesta dell'Unione Europea, il Decreto Bersani ha introdotto un nuovo modello di «comunicazione unica» per la nascita di una nuova impresa e per le modificazioni e la cessazione della stessa.
Il modello dovrà essere adottato, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore del D.L. n. 7/2007 (che si ricorda è entrato in vigore il 02/02/2007) e la sua applicazione decorre dal 60° giorno successivo, quindi dal 3 aprile 2007.Il Decreto Bersani sulle liberalizzazioni ha quindi dato alla Camera di Commercio il ruolo di ufficio unificato per l'avvio delle attività imprenditoriali anche per quanto riguarda gli adempimenti relativi alla parte fiscale, previdenziale ed assicurativa. Tuttavia, per svolgere tale funzione, il Registro imprese deve essere attrezzato per una gestione informatizzata dei procedimenti nei confronti delle imprese, mediante l'utilizzo della firma digitale e l'integrazione della posta elettronica certificata.Cosa cambia?A decorrere dal 3 aprile 2007, in caso di avvio di una nuova impresa il contribuente dovrà presentare, esclusivamente in via telematica , all'Ufficio del Registro delle Imprese competente, in funzione della residenza dell'impresa, una comunicazione unica che avrà il compito di assolvere tutti gli adempimenti amministrativi per l'iscrizione al Registro stesso, e per le iscrizioni previdenziali, assicurative e previdenziali.
Con le stesse modalità dovranno essere comunicate eventuali variazioni e cessazioni d'impresa.Costituire un'impresa richiederà pertanto una sola comunicazione che consentirà di avviare immediatamente l'attività completando l'iter in un solo giorno.In sostanza chi vorrà avviare un'impresa dovrà semplicemente presentare al Registro delle imprese la comunicazione unica che «vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l'iscrizione al registro delle imprese ed ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali e per l'ottenimento del codice fiscale e della partita IVA».
Il Registro delle imprese «rilascia contestualmente, anche in formato elettronico, la ricevuta che costituisce titolo per l'immediato avvio dell'attività imprenditoriale e da notizia alle Amministrazioni competenti dell'avvenuta presentazione della comunicazione unica». Entro i successivi 7 giorni verranno comunicati all'impresa, tramite invio teleematico, «gli ulteriori dati definitivi relativi alle posizioni registrate».Restano escluse attività particolari che richiedono una specifica autorizzazione.AdempimentiFino ad oggiVolendo semplificare gli adempimenti necessari per l'avvio di una attività d'impresa, fino ad oggi il contribuente doveva:
1. Decidere la forma societaria da adottare:
•impresa individuale,
•società di persone,
•società di capitali;
2. Se la decisione cadeva su una forma societaria occorreva un atto notarile con il previo versamento del 25% del capitale sociale se la società scelta era di capitali;
3. Con copia dell'atto notarile (o certificazione rilasciata dal notaio) richiedere presso l'Agenzia delle Entrate la partita IVA e il codice fiscale (coincidenti nel caso di società non individuali);
4. Entro 30 giorni iscrizione al Registro Imprese per la registrazione dell'impresa (di solito, tale adempimento viene fatto direttamente dal notaio rogante) e per le aperture delle ulteriori unità locali, se esistenti;
5. Procedere alle iscrizioni presso gli enti previdenziali dei soci lavoratori e dei dipendenti;
6. Iscrizione all'inail per i soci lavoratori e per i dipendenti, tenuto conto del rischio d'impresa, se esistente;
7. Prima dell'avvio dell'attività vera e propria fare le comunicazioni di inizio attività al comune dove ha sede l'attività d'impresa.
Dal 3 aprile 2007Con il decreto Bersani, definita la forma societaria scelta, gli adempimenti relativi alla richiesta di partita IVA e codice fiscale, iscrizione al Registro Imprese, INPS e INAIL saranno fatti semplicemente con la comunicazione unica presso il Registro Imprese.Compilando l'apposito modulo in formato telematico, l'Ufficio rilascerà una ricevuta che costituirà titolo per l'avvio dell'impresa, con attribuzione di codice fiscale e partita IVA. Entro i sette giorni successivi l'imprenditore disporrà di tutti gli ulteriori dati relativi alle posizioni registrate.Restano salvi tuttavia tutti gli adempimenti amministrativi e burocratici richiesti dalla normativa per l'avvio delle attività produttive (comunicazioni al comune, richieste di autorizzazioni amministrative, …).

Per un approfondimento, in allegato troverete in formato .pdf tutta la normativa riguardante gli adempimenti necessari per aprire un'impresa.

Tratto da "Percorso più agevole per aprire un'impresa" di Lidia Vinciguerra, a cura di Ipsoa Editore, Redazione Internet

Lavorare da casa: i costi deducibili per gli imprenditori

Per gli imprenditori che utilizzano la casa (luogo di residenza) come anche strumentale alla propria attività, ricordo che vale l'articolo 64 comma 2 del TUIR.
Presupposto: l'imprenditore non deve disporre di altro immobile adibito esclusivamente all'attività d'impresa (a differenza del lavoratore autonomo, che é tenuto a non disporre di altro immobile adibito alla professione, nello stesso Comune - cfr. art. 54 comma 3 TUIR).
Deducibile:
- se di proprietà il 50% della rendita catastale;
- se in locazione (anche leasing) il 50% dei canoni;

questo il citato art. 64 co. 2 TUIR


Articolo tratto da http://facendoimpresa.blogspot.com/

14.5.07

Creare un business partendo da zero.

C'è chi dice che: “Il primo milione di euro è il più difficile da guadagnare”.
Vero.
Questo principio è ancor più vero se si parte con molti soldi in tasca. Perchè?
Molta gente pensa che più soldi hai in partenza più facile sarà per te guadagnare.
E con questa convinzione, c'è chi parte in quarta iniziando a “investire” (così si dice quando si spendono un sacco di soldi nella speranza che un giorno ci ritornino con un congruo profitto) convinti di essere avvantaggiati.
Non è così, perchè il denaro devi saperlo guadagnare, prima ancora di saperlo spendere.
E i giovani imprenditori che iniziano una attività con una somma modesta di denaro, sanno di che cosa sto parlando.
Allo stesso modo, è più facile perdere un'opportunità avendo troppi soldi che avendone troppo pochi.
Chi parte con molto denaro è un pò come chi nello sport, usa sostanze dopanti: forse ne ricava un vantaggio all'inizio, ma alla lunga le conseguenze potrebbero essere negative. Micidiali.

Perchè mi piace creare startup facendo bootstrapping (creare un'attività imprenditoriale partendo con budget 0)?
I motivi sono almeno 3:

1) Minore valore del punto di pareggio.
un business con un alto punto di pareggio è meno flessibile di uno con business con uno basso. Un'intensità elevata di capitale, un pesante fardello di debiti ed elevati costi fissi, sono fattori che riducono la flessibilità finanziaria e strategica.

2) Nessun rischio di sovracapitalizzazione.
Lo sviluppo delle startup ha somiglianze con il cambio delle marce di un auto. in ogni stadio c'è bisogno della marcia giusta per raggiungere la velocità necessaria a poter scalare quella successiva. Solo poche startup lo capiscono. Quelle sovracapitalizzate partono con la terza marcia inserita.

3) Incentivi alla creatività e all'ingegno imprenditoriale.
Nelle iniziative pubblicitarie, nella assunzione di un valido collaboratore, nella implementazione del business, l'imprenditore creativo si chiede: "Ho budget ZERO. Come potrei fare queste cose realizzando ottimi risultati in termini di qualità?" Molto spesso le risposte a queste domande portano a dei risultati inimmaginabili, spesso con risultati migliori di chi ha tante risorse a disposizione, ma poca creatività.

14.4.07

VIRAL VIDEO - Todos Por un Pelo, la campagna spot di Arnet-Telecom


Tratto da www.NinjaMarketing.it : "Juan Manuel Fraga vuole realizzare un sogno e decide di fare un affare con la compagnia telefonica Argentina Arnet-Telecom. Si tratta di portare ad Arnet abbonati al servizio adsl promuovendo l’offerta da $19,90 per ottenere in cambio i peli ovvero per ogni abbonato, 1 pelo. Così pur non avendo i soldi per permettersi il trapianto di capelli, non solo riesce ad ottenere il suo risultato, ma riesce ad andare oltre! L’appello accorato di un ragazzo detto anche el pelado, afflitto dalla calvizie, è diventato nel giro di pochi giorni una delle pubblicità più apprezzate e divertenti in Argentina."
Vero. Ma quanto del successo di questa campagna dipende dall'esposizione televisiva e quanto dipende dal sito web??

13.4.07

L’arte del branding

Da quando è iniziata la pubblicazione del blog futuroalleideedelfuturo, sto ricevendo ogni settimana diversi contatti da parte di persone entusiaste di sottopormi il proprio progetto di business.
Perchè mi hanno contattato? Perché adesso mi conoscono.
Veramente, loro non conoscono me. Hanno visto la mia foto, il mio sito e il mio curriculum, hanno letto ciò che ho scritto su come creare una startup di successo.
Ciò che li ha colpiti è stato quello che di me hanno trovato online.
Mi ritengono perciò in grado di poterli aiutare a creare il proprio sogno imprenditoriale (e di questo ne sono veramente onorato).
L’arte del Branding inizia da qui: far sì che clienti potenziali possano conoscere chi sei e cosa fai. La Apple è per definizione il brand di una tecnologia semplice per ragazzi in jeans e maglietta, così come Ibm lo è per il ICT nel senso più tradizionale.
Allo stesso modo, se made in Italy vuol dire la qualità del cibo, dell’abbigliamento e del turismo, made in Japan ci porta ad una immagine di assoluta efficienza organizzativa.
Ciò che “sai” di un brand, crea il brand stesso.

C’è da augurarsi che nel business la gente ci associ con sentimenti di onestà, intelligenza e fiducia. La gente fa business con chi conosce e con le persone delle quali si fida.

12.4.07

La ricerca della felicità

Dedicato a tutti coloro che ci provano ma non ci sono ancora riusciti.
http://www.mymovies.it/dizionario/trailer.asp?id=43629

11.4.07

Le regole per uno startup di successo (2a parte)

Vai su Believing People per partecipare al forum aperto su questo argomento.

Fase 2: venture round

Consigli

1) un investimento da parte di un venture capital è un affare più grosso dell'investimento di un business angel. Occorre più tempo, più sacrifici e impone condizioni più onerose.

2) nel negoziare con un vc hai più potere di quello che potresti immaginare. Ci sono troppi soldi e solo pochi buoni progetti

3) Il vc ha una struttura piramidale. Molti promettono relazioni ed esperienze. Fondamentalmente, i più sono unicamente una risorsa di denaro.

4) Parla con più vc che puoi, anche se non hai bisongo di denaro, perché possono essere nel cda di un'impresa che ti comprerà, perché se colpisci la loro attenzione, difficilmente investiranno in un tuo concorrente.

5) Il modo più efficace per conoscere vc è alle conferenze organizzate da loro per presentarsi alle startup

6) hai ricevuto dei soldi da un venture capital? Complimenti, ma non spenderli.

Vai su Believing People per partecipare al forum aperto su questo argomento.

10.4.07

Le regole per uno startup di successo (1a parte)

Vai su Believing People per partecipare al forum aperto su questo argomento.

Uno Startup di successo è il frutto di valutazioni di successo.

Prendendo a modello le persone di maggior successo nel campo delle startup e sulla base delle mie esperienze ho ritrovato alcune costanti. Negli ultimi anni le ho trascritte affinchè potessero diventare modello di base per le attività del Believing.
Adesso vorrei condividere con voi queste preziosissime informazioni per aiutarvi a far crescere il vostro sogno imprenditoriale.

Attendo i vostri commenti.

Pronti? Via!

Fase 1: seed/angel round

Domande (ogni risposta positiva vi darà più chance di successo)

c'è un senso di missione che spinge i fondatori a creare questa startup?

lo startup è fatta da almeno due persone?

almeno uno dei soci ha intenzione di impegnarsi fulltime nello startup?

quali collaboratori strategici andrebbero inseriti? Con quale partecipazione?

qual è la exit strategy di questa startup? Chi può essere interessato a comprarla?

sei tu o un tuo stretto amico o parente a mettere a disposizione il seed capital per i primi mesi di vita dello startup?

desideri inserire qualche investitore illustre? chi?

ricerca del personale: puoi descrivere il candidato come un "animale da lavoro?"

puoi vendere una partecipazione della società a qualcuno che porta vantaggi strategici?

ricerca del personale: stai assumendo perché ci sono delle cose che andrebbero fatte ma che tu non puoi fare?

Consigli

1) scegli buone persone (le persone sono tutto), crea qualcosa che i clienti richiedono realmente, spendi quanto meno denaro possibile

2) non hai bisogno di una idea brillante per partire. Puoi pensare a diversi modi per ricercare idee per startup, ma la perlopiù puoi ridurre questi metodi a questo unico: osserva qualcosa che la gente sta provando a fare e pensa a come farla in un modo migliore

3) ricorda: un'idea è solo l'inizio del processo di startup, l'idea, da sola, non ha valore sul mercato.

4) il numero ideale di persone per partire con una startup è minimo 2 e massimo 5. L'optimum è 3

5) le persone devono avere avuto modo di conoscersi quanto basta da poter capire che si è fatti per lavorare insieme. 3 mesi? Forse. Un periodo preciso ovviamente non esiste. Diciamo fino a quando non avete tutti gli elementi che vi servono. Non parliamo di quella conoscenza che può essere fatta chiacchierando sulle sconfitte dell'Inter e sul perchè Moratti non decide di andarsene. Nossignore. C'è bisogno di conoscersi professionalemnte, quindi attraverso attività che riguardano da vicino la vita aziendale Non è facile creare una startup se bisogna convivere con persone che non stimiamo o con le quali non c'è feeling.
Lavorare in una organizzazione o con persone il cui sistema di valori è inaccettabile o incompatibile con il nostro condanna una persona alla frustrazione e alla non performance. Considerate l'esperienza di una top manager della selezione delle risorse umane. Lei era convinta che una'azienda dovesse assumere da fuori solo dopo aver vagliato le candidatutre interne, ma la direzione era invece convinta che bisognasse guardare all'esterno per immettere "risorse nuove" nella impresa. Quale dei due approcci è giusto? Risposta: dipende dal punto di vista.
Tuttavia i due approcci sono sostanzialmente incompatibili, perchè rivelano visioni diverse e questo può alla lunga pregiudicare la collaborazione.

6) per una startup la frugalità non è un optional, almeno finchè non si raggiunge il break even. Meno spendi, più opzioni hai di gestire il budget a disposizione

7) se devi scegliere se spendere tempo nello scrivere un business plan o nell'implementare il prototipo, scegli sempre la seconda cosa.

8) finanza agevolata: non credo che sia da prendere in considerazione per lanciare una startup: ciò che danno con una mano con l'altra se lo riprendono, spesso con gli interessi. Il processo di preparazione nel presentare domanda è così inevitabilmente difficile, e le limitazioni su ciò che puoi fare con il denaro così opprimenti, che sarebbe più facile trovare un lavoro per prendere i soldi

9) se vuoi avere successo nella realizzazione di uno startup puntando su una tecnologia migliore dello statusquo, punta ai clienti più piccoli. Costerà di meno e renderà di più

10) come determinare la quota da attribuire ai vari soci? la regola è quando a tutti sembra leggermente di aver fatto un cattivo affare, di stare facendo più di quello che dovrebbero avere rapportato alla propria partecipazione, allora le partecipazioni sono ottimamente attribuite.

11) può essere pericoloso ritardare la costituzione della società, perché uno o più dei fondatori potrebbe decidere di staccarsi e iniziare un'altra impresa facendo la stessa cosa. E, credeteci, accade realmente. Per questo all'atto della costituzione, fate firmare un patto di non concorrenza. L'idea appartiene alla società e questa impresa dovrà essere il solo lavoro di ognuno.

12) riguardo al rapporto con i vostri investitori: se realmente pensate di avere una chance di successo, state facendo un favore permettendo a loro di investire. Senza poi pensare allo scrupolo di coscienza che potrebbero avere nel pensare di stare perdendo un treno.

13) non c'è un modo razionale di poter determinare il valore di una startup nel seed round: un milione di euro dovrebbe essere il minimo da proporre agli investitori

14) ricerca del personale: non assumere più del necessario: non assumere soltanto per completare un organigramma convenzionale. Questo va bene per le grandi aziende. Paradossalmente più personale assumi, più la tua organizzazione rallenta nei processi decisionali

15) quando pensi agli spazi di lavoro per la tua startup, scegli la funzione, non la forma. Punta al cool and cheap, non all' expensive and impressive

16) spendi i soldi lentamente. Non avere fretta di concludere un acquisto. Incoraggia la cultura del risparmio. Chiedi un preventivo in più del solito. Esiste sempre un modo per spendere meno per lo stesso prodotto/servizio/persona

17) Punta a costruire già dall'inizio il tuo startup come brand leader del proprio mercato

18) Concentratevi sul cash flow e non sulla profittabilità.

19) Andate sul mercato e fate i test con un prodotto/servizio che sia "abbastanza" buono

20) Dimenticatevi del gruppo di lavoro di comprovata esperienza. All’inizio, assumete giovani che costano poco, hanno tanta voglia di fare e si adattano in fretta.

21) Concentratevi sulle funzionalità. All’inizio lasciate perdere il design.

22) Concentratevi sul core business della vostra azienda e lasciate perdere i fronzoli.

23) Non assumete più del necessario.

24) Posizionatevi contro il leader. Toyota ha introdotto la Lexus dicendo che era buona quanto una Mercedes ma costava la metà e non si è troppo preoccupata di spiegare perché. Quindi se fate un lettore mp3 potete posizionarlo con l’alternativa economica all’iPod.

Attività
raccogli il seed capital da amici o parenti (è più facile se chiedi a chi già conosci già piuttosto che a degli sconosciuti) o altri investitori informali. Qualche decina di migliaio di euro possono bastare per il seed round.

inizia a cercare gli investitori per il second round. I venture capital sono lenti nelle loro decisioni. Possono passare mesi. E non vogliamo rimanere a corto di danaro mentre stiamo negoziando con loro.

nelle prime 10 settimane: scrivi l'ossatura del business plan

nelle prime 10 settimane devi realizzare un prototipo del prodotto o servizio che intendi lanciare

realizza un prototipo del progetto prima possibile, implementa una strategia di sviluppo accelerato

partecipa a fiere con il prototipo e chiedi ai visitatori suggerimenti gratis sullo stesso

costruisci un team ed un advisory board efficace ad incrementare la competenza, l'esperienza, l'influenza e il network di relazioni del progetto stesso, tessendo alleanze strategiche per far assumere la leadership all'impresa.


fine 1a parte

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7.4.07

TI RENDI CONTO DI VIVERE NEL 2007 QUANDO:

1. Per sbaglio inserisci la password nel microonde.
2. Sono anni che non giochi a solitario con carte vere.
3. Hai una lista di 15 numeri di telefono per contattare i tuoi 5 familiari.
4. Mandi e-mail alla persona che lavora al tavolo accanto al tuo.
5. Il motivo per cui non ti tieni in contatto con i tuoi amici e familiari è che non hanno indirizzi e-mail.
6. Rimani in macchina e col cellulare chiami a casa per vedere se c'è qualcuno che ti aiuta a portare dentro la spesa.
7. Ogni spot in tv ha un sito web scritto in un angolo dello schermo.
8. Uscire di casa senza cellulare, cosa che hai tranquillamente fatto per i primi 20, 30 (o 60) anni della tua vita, ora ti crea il panico e ti fa tornare indietro per prenderlo.
10. Ti alzi al mattino a ti metti al computer ancora prima di prendere il caffè.
11. Cominci ad arrovellarti il cervello alla ricerca di modi alternativi per sorridere, :) o) :->
12. Mentre leggi tutto questo ridi e fai Sì con la testa.
13. Sei troppo occupato per accorgerti che su questa lista manca il punto 9.
15. E ora sei tornato indietro per vedere se davvero manca il punto 9.

4.4.07

9 buone abitudini, 13 milioni di euro



All'indirizzo http://www.finanzaworld.it/content/read/6325/9-buone-abitudini-13-milioni-di-euro/ un estratto del nuovo libro di Francesco Carlà, guru italiano della finanza democratica con indispensabili consigli per migliorare i nostri skill di investitori, nonchè creatore di Simulmondo, la prima software house italiana specializzata in videogames.

Myminutes.org: racconta un minuto della tua vita
















Sulla scia di www.milliondollarhomepage.com, che vende pubblicità sottoforma di pixel di una immensa immagine posta in homepage, Myminutes.org è il primo calendario emozionale collettivo nel quale è possibile associare ai minuti dell'anno solare i momenti più significativi della propria vita. Si possono acquistare uno o più minuti ed inserire testi, foto, video, immagini e link al proprio sito o blog.

Sono disponibili 525.600 minuti, pari ad un anno solare. Ogni minuto può appartenere ad una sola persona che può raccontarlo come meglio crede con video e foto. Un minuto costa un euro: e c'è anche il "Documento di Acquisto" che ne dimostra la proprietà.

3.4.07

La Sterpaia, il nuovo laboratorio-sfida di Oliviero Toscani








Dopo Fabrica, il grande fotografo-artista ci riprova. Giovani talenti di tutto il mondo, all'opera nella struttura del parco di San Rossore per creare una vera e propria "bottega dell'arte" con idee e progetti di comunicazione e non solo.
WWW.LASTERPAIA.IT



25.3.07

Riflessioni tratte dal Vangelo

Dal Vangelo di S. Luca (Lc. 16, 1-13)

Diceva anche ai discepoli: «C'era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore. L'amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno. So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua. Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo: Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d'olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta. Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta. Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto. Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona».

27.2.07

Il gelato innovativo? Non è una bufala


...è di bufala. ;-)
La Torraca e' la prima azienda a lanciare sul mercato italiano un prodotto innovativo nel suo settore: il gelato al latte di bufala "Dolcevita".
L'ingrediente principale di questo prodotto è il latte fresco di Bufala della Campania proveniente dalle zone del Cilento, che dà al prodotto i necessari requisiti di genuinità e tipicità. In questo modo, La Torraca cerca di introdursi nel mercato proponendo un gelato diverso ed innovativo valorizzando e conquistando un posto di rilievo nella Dieta Meditterranea.